martedì, luglio 10

L'ARROGANZA "CRIMINALE" DI BUZZANCA



Giuseppe Buzzanca, sindaco di Messina, esibendo una volta di più i suoi muscoletti, con arroganza “criminale”, decide di fare allacciare con un giunto la struttura nuova dello svincolo di Giostra con il viadotto Ritiro, vecchio di quarant’anni. E ciò, in barba al parere del Genio civile che invoca la sicurezza del territorio e all’equipe accademica che sta lavorando proprio sui materiali del Ritiro per verificarne la stabilità. Ma anche sull’altare del sua voglia insana, espressa più e più volte, di inaugurare l’opera. “Non voglio targhe, ha dichiarato, con involontario umorismo, Buzzanca , per avere sbloccato e completato una infrastruttura che attende da vent’anni, voglio solo il bene dei cittadini”.
Già. Ma qual è il bene dei cittadini? 



“Senz’altro quello di avere un traffico scorrevole, sostiene l’ing. Gaetano Sciacca, massimo dirigente del Genio civile e considerato dal vertice amministrativo, per via delle sua serissime richieste di applicazione delle leggi, un nemico acerrimo; ma soprattutto il rispetto delle norme che diano luogo alla sicurezza del territorio (ricordiamo che il Ritiro passa su una zona fortemente antropizzata) e, quindi, alla sicurezza de cittadini, abitanti in una zona a fortissimo rischio sismico”.

Nessun commento da parte dei docenti universitari che stanno esaminando la consistenza del calcestruzzo del viadotto vecchio. Tre accademici, Ricciardi, Recupero e D’Andrea, che soltanto una settimana fa hanno ricevuto dall’Anas i dati ufficiali e che, benché abbiano a disposizione 60 giorni per esprimere il loro parere tecnico, promettono che tra una settimana la loro relazione ufficiale potrebbe essere pronta. Ciò nonostante, uno dei componenti, il prof. Nino Recupero, causa incidente stradale, abbia dovuto assentarsi per via di un preoccupante trauma cranico.

Ma Buzzanca non sente ragione: lui, prima delle dimissioni di ottobre (annunciate per partecipare alla competizione elettorale relativa alla Regionali, per le quali si candiderà a Presidente) deve, costi quel che costi, inaugurare l’unica opera infrastrutturale che ha nel suo carniere, indossando l’adorato caschetto giallo e il giubettino catarifrangente in tinta. Evidentemente fa parte di quel gruppo di politici di ogni tempo, che come diceva Flaiano, “preferiscono l’inaugurazione alla manutenzione”.

Sciacca però non demorde: “Se il sindaco inaugura l’opera senza i pareri di legge, porterò le carte in Procura”.


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