venerdì, agosto 3

HO PERSO DUEMILA EURO.AIUTO!



Oggi vi racconto una storia singolare (ma non troppo). All’incirca nel mese di marzo sono stata contattata da un amico, docente di Storia presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Messina. Ottima persona, intellettuale con rigurgiti poetici e sposato con un’altra docente dello stesso ateneo; ambedue iscritti al Pci-Pds-Ds-Pd. Il professore mi dice di trovarsi in difficoltà economiche per via dello stato di salute della moglie e mi chiede un prestito di 2mila euro. Gli faccio un assegno il giorno dopo e la busta gli viene consegnata da Elisa, la mia collaboratrice con la quale è stato fissato un appuntamento di fronte al Tribunale. 



Il professore prende il danaro e, senza accennare a uno straccio di ricevuta, esce dalla mia vita. Sì, proprio così, passano i mesi e di lui si perdono le tracce. Intanto dalla vulgata popolare apprendo che il docente sarebbe vittima di una forte dipendenza dal gioco della macchinette; presumo quindi che siano finiti lì i 2mila euro.

Dieci giorni fa mi arriva una telefonata da parte della moglie che chiede scusa per l’inconveniente, promette un incontro per restituire la somma attraverso un suo assegno ma soprattutto difende accorata suo marito, descrivendolo come “uomo buono” incapace di fare del male a qualcuno. Anch’io sono convinta del fatto che il professore sia un uomo buono. Ma la realtà incredibile è che a tutt’oggi alla sparizione del professore si aggiunge quella della moglie che, alle mie telefonate, non risponde.

Cosa mi consigliate di fare?


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