giovedì, luglio 25

POVERO PROF.TEMISTOCLE MARTINES!!!!!


Povero professor Temistocle Martines! Insigne costituzionalista, conosciuto dal mondo accademico nazionale per i suoi scritti giuridici che lo fecero assurgere nell’empireo dei maestri del diritto, viene “sconciato” oggi a Messina da uno squallido memorial, una miserrima rotonda spartitraffico, rigurgitante di erbe secche, rovi, grovigli inestricabili di brutture, al centro della quale si intravede un banale monumento di plexiglas su cui danzano tre bambini colorati di rosa mutanda e celeste neonato. 


La rotonda gli fu dedicata dal Comune nel 2007 e il monumento invece fu un dono, l’anno successivo, del Rotary Club. Oggi il monumento non solo mostra impudicamente lo stato di tetra sciatteria ma diventa metafora-specchio di una città morta, pronta a dimenticare, o peggio a devastare la memoria dei suoi figli migliori. Martines è stato abbandonato in primis dal Comune, da tempo s-governato, ma anche dai rotariani con la rotellina d’oro al posto della pupilla, e ancora dai suoi familiari, e dai suoi prestigiosi allievi e dalla comunità scientifica. Nessuno che abbia pensato di farsi carico della scerbatura dell’aiuola, della sua cura e di un simbolico abbellimento con qualche grassulacea e perché no? con alcune piante fiorite. Ci vorrebbe poco. Un ragazzo “né-né”, una volta a settimana, potrebbe pulire , tagliare, annaffiare. Ciò comporterebbe l’esborso di pochissime risorse economiche ( per gli eredi, familiari del professore o per il team degli allievi che un tempo lo gratificavano della loro occhiuta attenzione, o per l’Ateneo, illuminato dalla presenza, anche post mortem, del migliore costituzionalista del Mezzogiorno d’Italia). “Sol chi non lascia eredità di affetti poca gioia ha dell’urna”, sonettava Foscolo. Ma il professor Martines ha lasciato eredità (di affetti, di beni materiali, di pensiero alto, di altissima dignità professionale). Dove è andata a finire? si chiederebbe il docente redivivo mentre vaga sulla terra incolta, abbandonata alle ortiche, desolata.


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