sabato, agosto 17

ACCORINTI RUBA LA SCENA ALL'ASSUNTA


Quando Accorinti, il giorno dell'Assunta, salì sulla Vara, sentì un frisson orgasmatico attraversargli le membra. Capì che quello era il giorno suo, era il momento topico in cui avrebbe potuto glorificare il suo narcisismo, era l'apoteosi del suo smisurato Ego. Dimenticò il Dalai Lama e i fondamentali buddisti, buttò sull'asfalto bollente i principi di laicità da sempre propalati, violentò definitivamente la coerenza e si attaccò spasmodicamente  alla base dei cippo religioso. Impossessatosi poi di una bandiera blu con su scritto "Viva Maria", la sventolò senza alcuna perizia verso il popolo osannante. E più lui faceva guizzare la sua paranoia con audaci giravolte, più il popolo osannava. Restò appiccicato alla Vara durante tutto il percorso, nonostante qualche saggio da sotto lo invitava a scendere, mostrando con orgoglio la sua T-shirt di Addiopizzo, omaggio codino alla legalità, alla lotta al racket e alla tetra antimafia di maniera. 


Infine, in un trionfo di cerchiobottismo, una volta a terra, abbracciò voluttuosamente coloro che lo scorso anno avevano "insultato" l'associazione  palermitana. Persone che con la legalità avevano avuto, nel passato, qualche scaramuccia. La leggenda metropolitana racconta con sarcasmo che una nota tivù locale abbia testimoniato via cavo una scena delirante: alcune mamme messinesi che tendevano supplici i loro figlioletti verso Accorinti, acciocchè glieli benedicesse. Con l'amabile placet dell'Arcivescovo La Piana.     

2 commenti:

  1. per ogni festa i cattolici vi piazzarono un santo e il popolo non seppe più se osannare se stesso oppure il santo.Come il popolo anche Accorinti sarà una vittima.W Maria.

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  2. ciao, franco, ma una vittima di chi o di che cosa? a

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