giovedì, agosto 1

"REGGIO MERDA, REGGIO REGGIO MERDA"


Evviva! Ivo Blandina, presidente della Confindustria di Messina e Andrea Cuzzocrea, suo omologo a Reggio C., hanno re-inventato l’Area Integrata dello Stretto, un vecchio mito degli anni ottanta andato in malora perché non si era potuta realizzare tra le due città dirimpettaie una vera sostanziale mobilità dei trasporti. E loro, ma che strepitosa creatività! A distanza di trent’anni e quando i trasporti pubblici sono a lumicino, la crisi economica ha spazzato via le imprese, i collegamenti con l’Aeroporto sono complicatissimi, i due Atenei presentano duplicati di facoltà, il mondo della sanità è parcellizzato, loro, oggi per fare passerella di fronte ad Alessandro Laterza, vicepresidente nazionale di Confindustria, “tracciano obbiettivi e prospettive comuni”. “Costruendo tra le due realtà metropolitane (che affogano nello squallore di idee, diciamo noi) nuove opportunità di business”. “E’ IL MERCATO A CHIDERCELO!”, ha tuonato Blandina, in un crescendo paranoico di balle. 



Io, per motivi anagrafici (a voler parlare della mia età- e non vogliamo- dovremmo risalire all’epoca di Giulio Cesare), ho vissuto quel corindolìo di conferenze, simposi, dibattiti, seminari di studio, tavoli e tavolini che l’Università di Messina organizzò per promuovere tale mitica integrazione. Comprendendo quanto fosse essenziale che le due città diventassero due quartieri di una grande Area Metropolitana, unite indissolubilmente da servizi comuni, istituzioni e realtà culturali in simbiosi. Grande pertanto fu la mia esterrefazione quando, capitata per caso allo stadio (il vecchio glorioso Celeste) colsi una vampata di odio razziale imbarazzante tra le due tifoserie: cori peloritani che gridavano a squarciagola “Siamo noi, siamo noi, i padroni dello Stretto siamo noi..”. Ma soprattutto beccai un barone universitario, grande sostenitore teorico dell’Area Integrata dello Stretto che, insieme al figlio ancora imberbe, urlava, al secondo gol segnato dalla squadra calabrese: “Reggio merda, Reggio Reggio merda”.

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