mercoledì, settembre 11

CAMPIONE E PROVIDENTI: I GRANDI VECCHI

Sembrano delinearsi, sul grigio palcoscenico della vita politica messinese, due Grandi Vecchi. Non intesi nel senso metaforico di personaggi che governano complotti e tirano le fila di un gioco perverso ma visti come eminenze grigie, autorità sagge che attraverso la lente della “sofrosune”, decrittano la realtà che ci circonda, danno suggerimenti, imbastiscono analisi. Tutto questo si realizza nel vuoto torricelliano della politica peloritana, dove sono crollati vecchi e consolidati sistemi di potere, senza che ancora si definiscano realtà “altre”. I nostri due Grandi Vecchi sono Franco Providenti e Pippo Campione, uniti oltre che dall’elemento anagrafico anche da un identico sentimento strutturato nei confronti di un segmento della loro trascorsa esperienza politica: vertice amministrativo il primo, vertice regionale il secondo. Ambedue, a un certo punto della loro esistenza, hanno “visto la Madonna” e ne sono rimasti schiantati, segnati a vita, marchiati a fuoco. Nel loro percorso vitale hanno segnato un “Anno Zero”, un Prima e un Dopo, un Ante e un Post. Providenti tende a riempire il vuoto del Dopo, elargendo preziosi consigli alla nuova giunta amministrativa ( toccherà anche il nuovo Piano regolatore o i mezzi di trasporto urbano, magari con l’introduzione di una linea di filobus, ammirata, per caso, nei paesi nordici?); Campione invece, l’Anima bella che nel ’92, con una piroetta mozzafiato, abbandonò la “mensa” astoniana alla quale si era copiosamente attovagliato nel corso di tutta la sua vita, lanciandosi nella braccia della Sinistra, filosofeggia. Sia, attraverso alcune oscure riflessione    sul quotidiano locale sia con qualche intervista in ambito regionale. Dalla quale viene fuori in maniera lampante che, buttati alle ortiche i governi Cuffaro e Lombardo (sui quali è facile maramaldeggiare)e Crocetta, del quale stigmatizza  tutto e il contrario di tutto, impone al lettore un’unica solare conclusione: che il miglior governo regionale per i siciliani sia stato e sempre sarà quello guidato da lui (e dalla Madonna).

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