martedì, settembre 24

PERCHE' LE DONNE NON CEDE ALLE SUPPLICHE DI ACCORINTI

Il movimento “Cambiamo Messina dal basso” è in fase di ebollizione, la quota di sinistra versus l’anima gesuitica. Era piaciuto molto ai fans movimentisti il gesto fortemente simbolico di Accorinti. Con un colpo di teatro, appena messo piede (nudo) a Palazzo Zanca, aveva scaraventato in un angolo le odiose paratie, liberando l’accesso ai cittadini. Quel gesto, secondo i corifei della politica democratica, aveva tanti significati: dibattiti aperti al contributo di tutti, scelte condivise, tentativi corali di rendere più concreta l’eguaglianza sociale, voglia di aiutare gli ultimi. Invece, a distanza di tre mesi dall’inizio dell’avventura accorintiana, il sentimento è di delusione. Quelle paratie, rovesciate fisicamente all’inizio, si stanno lentamente ri-formando intorno al cuore della giunta amministrativa. Il vero sindaco, Guido Signorino, eccellente economista (che però ancora indugia, dilaniato tra bilancio consuntivo e bilancio preventivo), ha formato intorno a sé un cerchio magico: i fratelli Conti Nibali, i più vicini, l’ingegnere Mondello, moglie di Sergio, un po’ più in là, Providenti,  Barbalace, Beninati. Vicinissimo l’assessore Nino Mantineo (che mi ha conquistato definendo “forme di barbarie morali e giuridiche” le iniziative dei vigili contro l’accattonaggio). Trionfa tra tutti i componenti lo spirito amicale: al Teatro viene nominato un oscuro produttore perché amico di Bruschetta, Signorino si sta occupando febbrilmente di una questione relativamente marginale, qual è la vicenda Feluca , mentre si tralasciano problemi esistenziali quali le mense scolastiche, la delibera sui rifiuti, e, soprattutto la ristrutturazione burocratica. Salvo che per la nomina del segretario generale che Accorinti identifica nel dottor Le Donne. Il quale cincischia, tentenna, non decide. E sapete perché: a gennaio ci sarà la risposta del Tar al ricorsone relativo al conteggio della preferenze delle elezioni di giugno. E Felice Calabrò lo ha spifferato ben chiaro il suo proposito in caso di vittoria: fuori Le Donne dalle palle. 

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