martedì, ottobre 22

ACCORINTI SINDACO IDEALE PER CAROPEPE

Per glorificare i suoi primi cento giorni, Accorinti ripete fino alla noia il suo modello ideale: la porta del Palazzo è aperta a tutti, venite in massa e aiutatemi a risolvere i problemi dal basso. Tutto questo, sul piano ideologico, è accattivante, fa notizia, disincrosta la patina di accidiosa indifferenza del cittadino nei confronti dell’Istituzione, genera entusiasmo. Il senso civico aumenta. Il “fai da te” è un segnale di crescita di un sentimento comunitario, di attenzione al bene comune, di spirito collettivo, ma non può sostituire il servizio pubblico. Che NON è a costo zero, per i cittadini che, tartassati ogni giorno di più (TIRSE), dovrebbero svolgere con continuità una prestazione per la quale già pagano un esorbitante balzello. I servizi pubblici hanno bisogno di una ordinarietà di erogazione. Si possono sturare i tombini una volta, si possono pulire le spiagge una tantum, si può ottenere una sistemazione di una zona verde in un momento di entusiasmo. Ma, dopo, occorre una seria programmazione per rifare il lavoro il mese successivo.

Un esempio per tutti: le aiuole intorno a Tribunale che erano state pulite a maggio da un entusiasta plotone di principi del foro, oggi languono in un disperante disordine. Insomma la cosiddetta “tendenza Accorinti” si rivela velleitaria soprattutto perché si riferisce ad un’ampia area urbana, a un sistema complesso che vuole regole precise. In una parola Accorinti sarebbe un sindaco ideale per Caropepe superiore, un pugno di anime pronte a farsi coinvolgere , toto corde, nel progetto Pedibus.

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