domenica, ottobre 20

CIVATI E LO SPROLOQUIO DI ACCORINTI

Ieri, nella Chiesa di Santa Maria Alemanna, abbiamo incontrato Pippo Civati, giovane e ceruleo candidato alle primarie del Pd. A me piace Civati, intanto perché è carino, cioè gratifica il mio senso estetico; inoltre dice cose di sinistra, elemento questo divenuto sempre più raro nella fauna del partito democratico; infine, ai miei occhi, appare definitivamente come l’antiRenzi. L’organizzatore dell’incontro, l’economista Piero David, al quale mi lega un profondo affetto da quando per un anno abbiamo girato scuole, parrocchie e villaggi per dire un bel NO al ponte sullo Stretto, ha avuto l’infelice idea di invitare al dibattito, Accorinti. Quello che temevo accadde puntualmente: afferrato il microfono il Nostro si è dato a un lungo sproloquio, durante il quale, pur stigmatizzando due limiti umani gravissimi “l’ego e l’ignavia” (come se l’ego, in sé, rappresentasse un peccato capitale), non ha fatto altro che parlare di sé, glorificando sempre e comunque il suo Super-io espanso, smisurato. Ha parlato della sua popolarità, della gente che vuole aiutarlo a governare bene, dei volontari che hanno pulito le spiagge, dei quaranta impiegati del tribunale che hanno ordinato i giardini del Palazzo di Giustizia, della entusiastica adesione di alcuni cittadini verso una appassionata pulizia dei tombini. Insomma, nulla di nuovo sotto al sole, vicende già sentite tre mesi fa, entusiasmi della prima ora oggi dissoltisi; ma del governo della città, nulla sentimmo. Immagine speculare di Crocetta (la politica fatta di annunci, promesse, parole in libertà), Accorinti, terminato il suo pistolotto, si è dileguato, in fretta. Forse lo aspettava un tombino intasato, da sturare. 

2 commenti:

  1. Gentile Adele Fortino,
    tanta esperienza di scrittrice e giornalista non le ha insegnato che il verbo "girare", se usato in forma transitiva, non equivale ad "andare in giro per"? E che significa, invece, "far ruotare qualcosa intorno al proprio asse", p. es. una maniglia. Se vogliamo usarlo per significare "visitare, andare in giro" è intransitivo, e si accoppia a una preposizione, per esempio: girare per il mondo, girare per le scuole.
    Un messinesismo il suo, gentile Adele: come rendere transitivi i verbi "uscire" e "scendere", una asineria da brivido, resa però immortale dalla Minchia Sabbri di Luciana Littizzetto: "Scendimi il cane che lo piscio".
    A ben rileggerla, gentile Adele: però dopo che avrà risciacquato i suoi panni in Arno, visto che al momento sembrano risciaquati nel Torrente Boccetta.
    Sua affezionatissima
    Clarenza

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  2. Io ero presente, vorrei precisare che il sindaco è rimasto ad assistere a tutto l'incontro, non è andato via ma si è alzato dalla poltrona sul palco ed è rimasto nella navata di destra. Grazie per l'attenzione.
    Luigi De Nicola

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