martedì, ottobre 15

DISOCCUPATI MULTATI DALL'UFFICIO DEL LAVORO

In un paese nel quale l’evasione fiscale tocca i 180 miliardi di euro/anno (dato Banca d’Italia), guardate cosa succede: l’Ufficio del Lavoro, avvertito da qualche segnalazione anonima (e quindi vigliacca) si reca presso un’impresa edile, trova quattro manovali che lavorano in nero e multa l’imprenditore e gli operai. Non troviamo nulla da ridire sulla contravvenzione al costruttore, che tra l’altro non conosciamo, ma rimaniamo sconcertati a fronte della penale imposta agli operai: la sospensione di un mese di contributo di disoccupazione, pari a 700 euro.

Capite? Un operaio disoccupato dovrà rinunciare alla paga di un mese. E come farà a sopravvivere? Mi si potrà ribattere: ma è la legge, bellezza! Certo. Ma è opportuna l’applicazione pedissequa di una legge in tempi amari di crisi economica? Si parla tanto oggi, a ben ragione, di evasione di necessità; è quel tipo di evasione che non può essere stigmatizzata e penalizzata, perché serve a fare sopravvivere interi nuclei familiari. Le autorità preposte rivolgano la loro attenzione ai paradisi fiscali, ai grandi evasori, a quel 27% di cittadini che non pagano un euro al fisco. E  lascino in pace i disoccupati che hanno l’unico torto di non essere nati dalla parte fortunata.

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