lunedì, ottobre 21

LA MAESTRINA CLARENZA OLTRE CHE ANONIMA ANCHE SCECCA

Miei carissimi followers, guardate cosa mi capita. Domenica 20 ottobre leggo un commento a un mio post “Civati e lo sproloquio di Accorinti” in una mail anonima (firmata Clarenza) che, testualmente dice così: “Gentile Adele Fortino, tanta esperienza di scrittrice e giornalista non le ha insegnato che il verbo “girare”, se usato in forma transitiva, non equivale ad “andare in giro per”? E che significa, invece, “far ruotare qualcosa intorno al proprio asse”, per es. una maniglia. Se vogliamo usarlo per significare “visitare, andare in giro” è intransitivo, e si accoppia a una preposizione, per esempio: girare per il mondo, girare per le scuole. Un messinesismo il suo, gentile Adele: come rendere transitivi i verbi “uscire” e “scendere”, una asineria da brivido, resa però immortale dalla Minchia Sabbri di Luciana Littizzetto: “Scendimi il cane che lo piscio”. A ben rileggerla, gentile Adele: però dopo che avrà risciacquato i suoi panni in Arno, visto che la momento sembrano risciacquati nel Torrente Boccetta. Sua affezionatissima Clarenza.
Di botto, rispondo con uno sberleffo: “dolcissima la mia clarenza(se avesse avuto il coraggio di presentarsi invece di nascondersi dietro l’anonimato l’avrei giudicata meno pusillanime). vorrei precisarle tuttavia che io non ho panni da risciacquare in arno né nel boccetta, per il solo solare motivo che sono nata bene. E, nascer bene è un caso ma un gran bel caso…a ben risentirci adele fortino
Ma, questa mattina, al risveglio, mi torna alla mente quel commento anonimo. Così, in un ritaglio di tempo, scrivo una mail al mio amico Stefano Bertezzaghi (spiego per Clarenza che Bartezzaghi è un famoso linguista che, tra l’altro, tiene su Repubblica una rubrica “Lessico e nuvole”) e gli invio il “botta e risposta” sul citato argomento. Bartezzaghi mi allega le prime due accezioni della voce “girare” dello Zingarelli (ma anche i “miei” vocabolari avevano dato il medesimo incontrovertibile responso): verbo transitivo.1 far ruotare un oggetto su se stesso:girare la ruota, la manovella, la chiave nella toppa/(est.)volgere da una parte o tutt’intorno:girare gli occhi, lo sguardo, il capo/(poet.)condurre: ove tu vuoi mi gira (T. TASSO) anche nella forma pron.(con valore intensivo)girarsi:rispose il cerbero..girandosi la moneta tra le mani(VERGA) girarsi i pollici, farli girare uno attorno all’altro tenendo la mani incrociate(fig.)passare il tempo senza far nulla.
2 percorrere in giro:la strada gira l’isola/voltare: gira l’angolo e vedrai la libreria(es.)visitare un luogo percorrendolo in ogni sula parte: GIRARE IL PAESE, LA CASA, IL MONDO. E aggiunge il docente: NON OCCORRE ALTRO PER SMENTIRE CHE SI TRATTI DI UN ERRORE. PERALTRO AL LIVORE DEGLI ANONIMI IO PERLOPIU’ PREFERISCO NON RISPONDERE. ANCHE SE OFFENDE L’ARROGANZA MISTA A IGNORANZA. TIPICA SOPRATTUTTO IN QUESTO TIPO DI APPUNTI LINGUISTICI. un caro saluto s.b.
Et de hoc satis, mia dolcissima Clarenza, maestrina SCECCA, (arrogante e ignorante), come lo stesso Bartezzaghi chiosa.



1 commento:

  1. Gentile Adele Fortino,
    oltre che una lettrice avida dei libri e delle rubriche di Bartezzaghi, nonché una "solutrice più che abile" dei cruciverba dei suoi familiari, sono una persona che ha utilizzato una delle legittime possibilità offerte dal sistema di commenti del suo blog, quella definita come modalità "anonimo", firmandosi per ragioni di riservatezza con un nick che utilizzo da anni. Non tema, alla prima occasione in cui ci incroceremo, sarò lieta di presentarmi, perché non ho ragione di nascondere a lei la mia identità, mentre invece non ho voglia di renderla nota a tutti - ragione per la quale, ad esempio, non ho mai aperto un account facebook.
    Quanto al merito della questione, il mio Devoto Oli (che personalmente preferisco allo Zingarelli) riporta "girare" transitivo locativo soltanto nel senso di "percorrere seguendo una linea periferica o più linee interne", definizione che non si applica all'andare in giro per le scuole a tenere incontri con gli studenti. La autorizzo a segnalare a Bartezzaghi questa discrepanza, e la prego di postare sul blog se eventualmente avesse qualcosa da obiettare. magari gli invii anche il suo post, così si fa un'idea più completa.
    Infine, mi colpisce la sua reazione abbastanza ridicola sul "sono nata bene". Anch'io sono nata bene, mia cara, in una famiglia di professionisti nota in città per la proverbiale e indiscutibile rettitudine. Ho compiuto i miei studi ai massimi livelli e sono professore in un Ateneo che non è quello della nostra città, e col mio lavoro mi mantengo onestamente e agiatamente, senza dovermi appoggiare a mariti o famiglie d'origine.
    Tanto le dovevo. Non commento la scalciata finale in cui mi dà della "scecca, arrogante e ignorante", perché è una fantastica chiusura che mostra la compostezza della signora "nata bene" alla stregua di una borsettata o di un'ombrellata.
    Saluti cari, sua Clarenza

    RispondiElimina

Recent

recentposts

Lettori fissi

Random

randomposts

Blog Archive