mercoledì, novembre 13

GLI "SCANDALOSI" PRIVILEGI DEI GIUDICI COSTITUZIONALI

Il prof. Roberto Perotti, economista bocconiano, su “lavoce.info”, fa i conti in tasca alla Corte Costituzionale che lui definisce “il più grande scandalo della Pubblica Amministrazione in Italia”. Vediamo perché. Il bilancio di previsione del 2013 parla di un contributo dello Stato pari a 52,7 milioni, uguale cioè al contributo 2012. Quindi, primo punto di domanda: perché, in tempi di spending review non si operano tagli anche alle spese dalla Consulta? Ma andiamo nello specifico. Dice Perotti: “La retribuzione lorda del presidente della Corte è di 549,839 euro annui, quella dei giudici di 457,839 euro”. E compara la retribuzione italiana a quella dei giudici britannici (217 euro), del Canada (217 euro) e degli Stati Uniti (166 euro). Da qui scaturisce il secondo punto di domanda: perché l’Italia, paese in grave recessione, deve spendere  per la Corte suprema un terzo in più rispetto a Gran Bretagna e Canada e addirittura il doppio rispetto agli Stati Uniti? Ma c’è dell’altro. I benefit. Auto blu con Viacard e Telepass, cellulare e pc, una foresteria, perfino i costi dell’utenza telefonica sono pagati dallo Stato (e quindi da noi). La pensione poi assicura una vecchiaia felice nutrita com’è da 200mila euro annui. Visto che ci sono 20 giudici pensionati e nove superstiti che hanno diritto alla reversibilità, si capisce che il totale delle cifre è da capogiro. E qui arriva il terzo punto di domanda del prof. Perotti: ”C’è da sorprendersi che la Consulta abbia bloccato il seppur minimo taglio alle pensioni d’oro proposto dal Governo Monti?”. Anche il Governo Letta sta cercando di intervenire sulle pensioni più elevate, vedremo se la Consulta continuerà a tutelarle ora che nel collegio è entrato il superpensionato più famoso d’Italia, Giuliano Amato.

Lo studio analitico di Perotti ci porta a un quesito: avrà letto questo articolo di Perotti, il commissario governativo per la revisione della spesa, prof. Carlo Cottarelli, che tra qualche giorno dovrà presentare il suo piano d’azione irto di tagli? Si convincerà Cottarelli che gli emolumenti della Consulta sono “scandalosi” e vanno rivisti, anche se i percettori degli emolumenti stessi mai hanno sentito il dovere di porre il punto all’ordine del giorno? E, soprattutto, è accettabile sul piano etico, che i poveri in Italia siano cinque milioni mentre sedici, sia pur autorevoli giudici, si avvoltolano tra i privilegi?

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