mercoledì, novembre 20

I MIGRANTI SVENTURATI, IL PREFETTO TEUTONICO, IL SINDACO LENTO E L'ASSESSORE IMBERBE

Le attese dei 130 migranti ospitati, si fa per dire, al Palanebiolo di Messina, sono legate agli umori e alle decisioni teutoniche del prefetto Trotta. Il quale, in questa occasione, si è comportato e continua a comportarsi più da podestà che da rappresentante istituzionale di un paese democratico. Ha imposto, ab initio, quale soluzione privilegiata, appunto il Palazzetto dello sport, inadeguato al ruolo che gli è stato dato. Quando, nell’immobilismo generale, si è posto il problema della impossibilità di continuare a tenere i richiedenti asilo in quella palestra trasformata in dormitorio, ha deciso di far costruire una tendopoli nel campetto utilizzato per le partite di palla a volo, sempre di proprietà dell’Ateneo. Purtroppo,, il rettore Navarra gli ha firmato il permesso. A fronte delle rimostranze degli stessi migranti, del Circolo Arci Sankara e di altre associazioni di volontariato, non ha dato l’ordine di sospendere l’impianto delle tende, con il risultato che i pali infilzati nel terreno hanno scassato il sistema idrico sottostante al prato. In più ha maltrattato il sindaco Accorinti, facendogli fare un’anticamera di ore e non prendendo in alcuna considerazione le proposte, in chiave umana, dello stesso Accorinti. Forse Trotta attiva i propri neuroni solo quando ha di fronte l’istituzione in giacca e cravatta.  Dal canto suo, il sindaco, ha fatto molti errori di sottovalutazione del problema, affidando i tanti nodi da sciogliere all’assessore Filippo Cucinotta, bravo ragazzo ma imberbe e quindi con un deficit di autorevolezza. Ora finalmente il Comune ha partorito l’ordinanza di requisizione del complesso Le Dune (operazione che si sarebbe dovuta fare perlomeno una settimana fa) ma nulla ha fatto nei confronti di una chiusura del Palanebiolo per motivi igienico-sanitari: i medici dell’Arci infatti hanno scoperto che nella struttura universitaria ci sono quattro ragazzi affetti da scabbia e una decina di altri soggetti con problemi sanitari importanti. Stupisce che, in presenza della Croce rossa, si siano dovuti attivare i dottori del Sankara.
Insomma, Messina ha dimostrato in questo frangente tutti i suoi limiti umani e organizzativi. Mentre aleggia su tutto lo spirito fascista che si sostanzia in una visione securitaria dell’accoglienza. Infine, c’è da segnalare che un certo dottore Stroscio, incaricato di fare le analisi al polso e alla mano, per determinare l’età di alcuni presunti minori, ha certificato, senza applicare un metodo scientifico, che i ragazzi avevano diciotto anni. Con la conseguenza che sono stati dichiarati idonei per il trasferimento a Guidonia. L’avv. Carmen Cordaro dell’Arci, indignata, ha denunciato questo comportamento al Giudice Tutelare Bonanzinga che immediatamente ha accolto l’istanza del legale del circolo Sankara.

Ma perché Messina non è mai all’altezza della propria storia?

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