venerdì, novembre 8

"PEPPE GIOIA GIOIA" SOGNA ASTONE

Dalla fisiognomica sembra il figlio di Peppa Pig, con la quale ha in comune anche le iniziali. E’ affettuoso e appella tutti con un caldissimo “gioia gioia”; è avvolgente e tende ad abbracciare i suoi interlocutori, ponendo loro un braccio sulle spalle. Faceva proprio questo gesto Peppe Picciolo, nel lontano 2007, quando incontrava Antonio Catalioto, allora Assessore all’Urbanistica, e gli parlava da amicone;  mentre tentava di mettergliela in quel posto, raccontando, in lettere anonime, innumerevoli illeciti di cui si stava macchiando l’amministrativista. Ma i magistrati l’hanno scoperto, anche perché, nella sua immensa insipienza, incaricava le sue segretarie di fare le raccomandate (anonime) con ricevuta di ritorno. E ne hanno richiesto il rinvio a giudizio.

Il Corvo, alias “Peppe gioia gioia” è politicamente irrequieto. Inizia la sua folgorante carriera nel 2006 con l’Udeur, poi fa un rapido passaggio con i socialisti, nel 2008 approda nell’area di Genovese e per una gran botta di culo sale con i resti e diventa deputato regionale. Insoddisfatto, nella spasmodica ricerca del meglio, trasloca nell’Mpa di Lombardo e viene rieletto nel 2012. Ma soffre ancora di fastidiosi pruriti, quindi fa una piroetta e con Salvatore Cardinale fonda i Democratici Riformisti. Ora veleggia lingua in bocca (anzi in boccaccia) con Crocetta e, delirando per contagio, decide di costituirsi una rete di uomini “suoi” nei vari gangli della città. Sì, insomma, sogna di scimmiottare le gesta politiche di Peppino Astone (in fondo la balena bianca rimane il sogno di tutti quelli che sbavano per il potere). Con una differenza: Astone era Astone. E lui, Peppe gioia gioia.

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