lunedì, dicembre 23

AIUTO! IL TERREMOTO! MA, FORSE, NON MORIREMO...

Miei carissimi followers, non “posto” da tempo sul mio blog perché mi sono dedicata a scrivere una biografia di un personaggio a me vicino che mi fa piacere “fotografare” e penso che, ancora per qualche giorno, sarò assorbita da questo lavoro. Ma stamattina alle 5,21 un boato e un tremore orribile ci ha strappato ad un placido sonno. Sento il bisogno di raccontarvi il mio vissuto, sperando di trovare in voi sentimenti simili. Ero sola in casa, quindi ho dovuto fare i conti con me stessa. Certamente il panico liquido che scorreva nelle mie vene mi ha paralizzato per tutta la durata del movimento tellurico. Finito il quale mi posi il serio problema rispetto a ciò che occorreva fare. Il mio primo gesto fu inconsulto: andai in bagno e ho assunto una supposta antidolorifica. Che senso avesse non l’ho capito, forse intendevo frenare in anticipo una cefalea da stress pronta ad assalirmi. Fatto questo, riacquistai lucidità e mi attrezzai con una torcia sul comodino, memore delle drammatiche cronache aquilane. Quello che mi terrorizzava era la possibilità del ripetersi di altre scosse, magari più catastrofiche. Scartai l’ipotesi di uscire all’aperto  o quella di ripararmi in un angolo qualsiasi della stanza, metodo che mi aveva insegnato mia madre. Mi distesi sul letto dopo avere acceso un salvifico cuscinetto elettrico che mi ha salvato dall’assideramento (nervoso). Poi iniziai a telefonare a raffica: c’è bisogno di un contatto in questi casi. Per prima cosa chiamai il comando dei vigili urbani; mi rispose un gentilissimo tutore dell’ordine che mi conosceva e mi disse: ”Uè, signora Adele, si è spaventata?”, aggiungendo tutta una serie di particolari tecnici, l’epicentro, l’ora precisa, la durata. La voce giovane calma e calda del vigile mi rasserenò molto. Quindi tutti gli amici mattinieri che disturbai di li a poco, mi sentirono tonica e propositiva. Discettai a lungo di faglie e depressioni dello Stretto di Messina, zolle tettoniche e allontanamenti delle coste, finchè tutta la adrenalina secreta nei 20 secondi di scossa fu eliminata. Fu a quel punto che decisi di approfondire il problema. Ho passato un paio d’ore a leggere la letteratura scientifica di Internet e ho capito, consolandomi, che soltanto tra 600 anni potrà verificarsi un sisma catastrofico come quello del 1908. Prima di tale imprecisata data, avremo soltanto scosse  che non supereranno i 4 gradi Richter. Quindi sopportabili. Si tratterà di dominare quel terrore atavico, che ormai fa parte dell’elica del nostro Dna, rispetto al quale siamo inermi. Fino alla riconquista della razionalità.

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