sabato, gennaio 11

LA PELLE CRUST E LA MAGLIETTA PRADA SFILACCIATA

Sentite cosa mi capita. Accompagno dall’oculista la mia amica Brigitte, una luminosa tedesca abilissima titolare di un punto vendita di abbigliamento cittadino, che mi ha customerizzato completamente, fidelizzato cioè fino alla dipendenza psicologica, e noto ai suoi piedi, in contrasto, a mio parere, con l’eleganza moderna del resto della sua persona, un paio di stivaletti sgangherati, slabbrati, scorticati, come se li avesse usati per fare una lunga passeggiata sulla puntuta lava dell’Etna. Noto e non parlo, più per stanchezza che per delicatezza. Ma, alla visita di controllo, due giorni dopo, rivedo, sbigottita, le stesse sconciate calzature. Questa volta non mi freno e dico:” Brigitta, ma perché non li butti questi scarponcini sbrindellati!”. Brigitta mi guarda sgranando gli occhi di un azzurro intenso, resi inquietanti dalla  pupilla dilatata dall’atropina, ed esclama, con tono stridulo: ”Ma Adele, questa è la pelle CRUST. E’ l’ultima moda…”.

A quel punto ho ricordato che una decina di anni fa, sempre Brigitta, mi vendette, a caro prezzo, una maglia di Prada, bianca con un tucano ricamato sul petto e l’orlino intorno al collo, sfilacciato. “E’ l’ultima moda”, sentenziò icastica e io, modaiola sfrenata, pagai con vero diletto. Da quel giorno tutte le volte che ho portato la sontuosa maglietta in lavanderia, mi è stato osservato: “Signora, mi vidi che ka, ‘nto colletto, è scuciuta”.

1 commento:

  1. Da sempre ho pensato " ma unni 'i pigghia sti stivali "

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