sabato, gennaio 11

LA PORCATA DI PIAZZA DELLA REPUBBLICA

Il Comune di Messina è in dissesto finanziario, non ha risorse neanche per “pulire” le palme stroncate dal punteruolo, e sapete cosa fa? Investe i fondi residui per “abbellire” piazza della Repubblica. Una piazza spartitraffico, di fronte al Palazzo Coppedè che ospita la Prefettura, slargo in riva allo Stretto, simboleggiato dalla copia del possente “Nettuno”, opera dello scultore rinascimentale Giovanni Montorsoli. E come la “abbellisce” ? Per cominciare ricopre la vasta area intorno al monumento, pavimentandola con pietra biancastra che stride con il candido marmo di Carrara del Nettuno. A giro, a ri-definire lo spazio, una serie di panchine sulle quali troveranno ristoro tutti i cittadini desiderosi di respirare un po’ di smog. Aggiunge alle luci  preesistenti una serie di lampioni “pastorali” scopiazzati da vecchie illuminazioni medievali. Riempie a “mani piene” le aiuole con una vegetazione disordinata, una sorta di “mischia francesca”, composta da yucche, cycas e improbabili alberi di aranci. L’effetto finale è di un bruttissimo caos. Fa pensare, con disgusto, all’horror vacui. E induce un impellente esigenza di ordine e di armonia. Binomio perfettamente realizzato dalla precedente facies della piazza della Repubblica, prima dell’intervento comunale. Che ha una strana assonanza con i lavoro di restauro compiuto, una manciata di anni fa, sulla piazza antistante il Tribunale, su disegno, ipotizzammo allora, di un geometra depresso, eccellente depositario della kultura della città dello Stretto.

1 commento:

  1. Ma vado errato o P.zza della Repubblica è P.zza Stazione e non quella a cui la Fortino fa riferimento. E' un errore di stampa o la commentatrice non conosce nemmeno ciò di cui parla???

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