lunedì, gennaio 6

MISCELLANEA. BERSANI E L'ABBRACCIO STRITOLANTE DI RENZI

 Bersani, ieri, è stato colpito da una lieve emorragia cerebrale, è stato operato e tutto sembra volgere al meglio.  Renzi, con un twet, gli ha inviato “un abbraccio fortissimo”. Poteva risparmiarselo, il disgustoso rottamatore. L’abbraccio al suo predecessore, qualche anno fa, era stato stritolante.

La befana di Legambiente ha conferito un granellino di carbone al sindaco Accorinti, con la motivazione “poteva fare di più”. Se fossi stata io a presiedere l’associazione ambientalista gli avrei donato l’intera miniera del Sulcis, con la motivazione “doveva avere coscienza della propria inadeguatezza”.

Natalia la Rosa, giornalista della Gazzetta del Sud e, da anni, “addetto stampa” del Museo regionale, ci racconta che, col programma Po FESR 2007/2013, sono stati finanziati i lavori di adeguamento, integrazione e modifica degli impianti della struttura museale, con 2 milioni di euro. La collega La Rosa dedica all’annuncio toni moderatamente trionfalistici, dimenticando di ricordare ai cittadini messinesi che per questa “scatola mangiasoldi” (la definizione è di Gesualdo Campo ) sono stati già spesi 9,200 milioni di euro. E, anche dopo questo ultimo milionario adeguamento, la struttura sarà sempre sgangherata, rigurgitante umidori e tormentata dai difetti ormai endemici.

E, a proposito di musei. Quando Crocetta, il presidente guitto, ha avuto sentore della polemica sulla annunciata chiusura dei musei, si è precipitato a dare la colpa alla Assessora Sgarlata, la quale si è precipitata a buttare la croce addosso al Dirigente generale. Fantastico il commento di Pietrangelo Butafuoco: “Ora Crocetta andrà nel salotto televisivo di Giletti e dichiarerà che i musei siciliani chiuderanno la domenica e nei festivi per colpa della mafia. Annunciando che sta per recarsi in procura a denunciare infiltrazioni mafiose nei Beni culturali della Sicilia”. E già, perché Crocetta il presidente guitto, quando non sa risolvere le situazioni, le criminalizza.

Sono  arrivati ieri a Messina 250 migranti, donne, bambini, giovani. La ormai consueta folla di esseri “un gradino al di sotto dell’uomo”. E cosa ha fatto la città? Ha spalancato con principesca generosità le porte del PalaNebiolo e delle suites di plasticaccia azzurra. Ecco. Vi presento il topos della indifferenza, della inettitudine e della ipocrisia. Indifferenza della chiesa cattolica che non ha sentito il bisogno di offrire dimora nelle sue vaste strutture, per es. il Seminario arcivescovile, vuoto da tempo. Inettitudine e ipocrisia da parte del sindaco Accorinti, che si dichiara fervidamente contrario alla tendopoli e da due mesi sventola sotto il naso degli elementi sensibili della nostra società, una fantomatica ordinanza di requisizione del complesso turistico “Le Dune”. Fantomatica in quanto non firmata. Una bozza, cioè carta straccia. Perché lui, Accorinti, è contrario alla tendopoli. Ideologicamene contrario. Fa tenerezza quest’uomo, inadeguato alla sua carica, che interpreta, a corrente alternata, il ruolo istituzionale e quello di oppositore, maggiorana e minoranza, tutto e il contrario di tutto. Insomma, Accorinti, tra il sì e il no, è sempre di parer contrario. 



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