sabato, gennaio 25

PROVVIDENZA, DETTA PROVVY, E' VOLATA DAL VIADOTTO PERCHE' STANCA?

Provvidenza Grassi

Mi piacciono le storie noir. Per questo seguo con incredibile passione tutte le trasmissioni televisive che raccontano di scomparse misteriose, di morti sospette, sì insomma, di quell’ampio spettro di vicende umane in cui inquietanti dinamiche psicologiche sono protagoniste. 

Quindi sulla scomparsa di Provvidenza Grassi, anni 27, sposata e separata, una relazione con Fabio Lo Schiavo, spacciatore, so tutto. Il ritrovamento perciò dell’auto volata dal viadotto Bordonaro, presumibilmente nella piena notte tra il 9 e il 10 luglio dell’anno scorso, mi ha intrigato molto. 

Da quello che ho capito attraverso una serie di conversazioni con le forze dell’ordine, i fatti si sarebbero svolti così: Provvidenza, il cui spirito piccolo borghese le aveva suggerito un diminuitivo esotico, Provvy, ha cenato a Rometta nella casa del suo ragazzo. Si è bevuto, si è fumato. Una serata non in linea con il train de vie di Provvy, ragazza semplice e buona come il pane fatto in casa. Ma, da qualche tempo, la ragazza, commessa in un negozio di casalinghi, appariva, soprattutto agli sguardi attenti dei genitori, piuttosto inquieta. 

Il padre racconta che in famiglia si attribuiva il motivo del mutamento alla relazione che la ragazza aveva iniziato a intrattenere con il compagno. Quella notte Provvidenza è stanca, sono già le due del mattino, non si sente troppo bene, forse qualche stravizio, e chiede al fidanzato di dormire con lui a Rometta. Ma lui rifiuta, dice di essere stanco pure lui e di volere riposare da solo. Provvidenza non insiste, forse preda di una dipendenza psicologica nei confronti di Fabio. Così sale sulla sua 500 bianca e alla 2,10 va via dal paesino balneare. Imbocca l’autostrada verso Messina. Procede in maniera sostenuta, vuole essere al più presto nel suo letto e finalmente riposare. Ha le palpebre pesanti, forse il vino bevuto non era buono, forse ha fumato troppo. Superata l’uscita Messina-centro, Provvidenza sta ancora peggio. Ha un capogiro. 

All’uscita della galleria di Bordonaro perde il controllo della propria auto e, per una tragica fatalità, invece di piegare verso destra procede dritto imboccando  proprio un tratto, un piccolissimo tratto in cui manca lo spartitraffico. Lo attraversa, taglia la corsia autostradale opposta e vola, rompendo il guardrail, verso la morte. A rigor di logica, questo dovrebbe essere la verità che non piace al signor Grassi, il quale sostiene di non essere mai stato aiutato dai carabinieri. Anzi, preso dall’esasperata emotività del momento, telefona al comandante dell’Arma e lo minaccia di  denunciarlo per omissione di atti d’ufficio. 

Il signor Grassi, nei giorni successivi alla scomparsa della figlia, è stato ospite più volte della notissima trasmissione, “Chi l’ha visto”. Le Federica Sciarelli, con la sua disponibilità psicologica verso tutto il mondo dei sofferenti, l’ha accolto e aiutato. Forse la notorietà mediatica ha finito con il glorificare il narcisismo dell’uomo, a titillare il suo protagonismo che, al netto dell’immenso dolore per la perdita della ragazza, sta avendo il sopravvento. Il signor Grassi tenta così di tenere accesi i riflettori.

Una riflessione a margine: ieri, nel corso della trasmissione “Quarto grado”, scopiazzata da Rete quattro sulla falsa riga di “Chi l’ha visto”, Barbara Palombelli, nel commentare la vicenda di Provvidenza, ha sostenuto che la cinquecento bianca non è stata scoperta prima perché i siciliani sono omertosi. Giudizio superficiale che scaturisce da beceri luoghi comuni di cui si nutre il giornalismo italiano, di cui, ahinoi!, la Palombelli è un’esponente.

Adele Fortino


7 commenti:

  1. E... mi scusi tanto, signora... Ammesso che tutto il suo discorso sia valido... Ammesso che non gliene importi nulla della morte di una ragazza che potrebbe essere sua figlia e concesso che non gliene importi una benemerita mazza del dolore straziante dei genitori, mi spiega con quale diritto alcuni uomini dell'arma dei carabinieri danno della poco di buono a una ragazza scomparsa, permettendosi di dare giudizi diffamanti verso una persona che forse neanche conoscono? Mi faccia il piacere... Si tenga per sé le sue opinioni se non ha idea di come le cose si siano veramente svolte... e impari a rispettare di più le persone. Con rispetto, la saluto.

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  2. Demetrio Salernitano30 gennaio 2014 17:02

    Gentile Adele Fortino,
    Premetto che quelle poche volte che l'ho ascoltata in tv diverso tempo fa, l'ho fatto con molta difficoltà e giusto per tentare di capire - cosa che, peraltro, non mi è riuscita - dove volesse andare a parare.
    A proposito di questo suo intervento, mi chiedo a che titolo si permette di dare opinioni pseudo-psicologiche semplicistiche e deliranti su un caso che, credo, vada abbastanza oltre le sue capacità di interpretazione. Nel caso, malaugurato, abbia il titolo cartaceo per fare tali affermazioni... beh... le consiglio di riportarlo indietro.
    Altresì, come si permette di giudicare un genitore "al netto dell'immenso dolore per la perdita della ragazza" dicendo che la sua smania di protagonismo ha il sopravvento sul dolore? Ma davvero si è resa conto di ciò che ha scritto oppure quando l'ha fatto era sotto "anestesia"?
    P.S.: Le consiglio vivamente di chiudere la bocca in un'eventuale prossima foto... potrebbero esserci mosche in giro...

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  3. 1) Mi pare di cattivissimo gusto ironizzare sul presunto carattere esotico del soprannome di una ragazza che ha fatto una fine così tanto sventurata.
    2) L'equazione fidanzata di spacciatore = drogata non è dimostrata , anche se l'autopsia non potrà assolvere la povera ragazza dall'accusa di essere drogata o alcolizzata al momento dell'incidente.
    3) Al contrario , dalle immagini dell'auto , appare probabile che essa sia stata tamponata e fatta volare da un altro mezzo , probabilmente un tir ; il guardrail , infatti , contrariamente a quanto scritto , certamente non è rotto .
    4) Che il Sig. Grassi abbia 1000 ragioni quando sostiene di non essere stato aiutato dai carabinieri è ampiamente documentato da quella agghiacciante registrazione telefonica mandata in onda da "chi l'ha visto" .
    5)Criticare il presunto narcisismo e protagonismo di un povero padre disperato alla ricerca della figlia scomparsa , al quale in quanto tale si può perdonare qualsiasi cosa , è attività oltre modo squallida e biasimabile.
    6)Prima di criticare la Palombelli , si domandi la Signora Fortino quanti nostri concittadini si premurano di segnalare le carcasse d'auto , presumibilmente rubate , nelle quali s'imbattono quotidianamente .

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  4. Complimenti per la splendida ricostruzione della vita di una donna "piccolo borghese dal diminutivo esotico"...ben lontana dall' ORO GRIGIO Messinese (che lei immagino conosca bene) e appartenente ad una cerchia di persone che non merita di essere rispettata e men che meno merita di essere cercata. Fortuna che questa bella, bella città è piena di persone come lei e come i beneamati carabinieri che non hanno avuto la possibilità di "fottersene di quella puttana perchè è intervenuto chi l'ha visto". Ecco la mia "Messina bene", snob e anacronistica, rappresentata degnamente da gente come lei. L'alternativa è rappresentata dalla "Messina male", quella che non conosce i nomi potenti, quella del signor Grassi che vuole giustizia per una figlia insultata e MAI cercata. Io opto sempre per l'alternativa, dovrebbe provare anche lei.

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  5. Toh, che novità....commento non pubblicato....mi sarei fortemente sorpresa del contrario...

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  6. La debolezza del pregiudizio,nasce anche dalla'egoismo personale,dove ci si crede di sapere la verità assoluta e quindi si stipulano dei quadretti tutti personalizzati in base al proprio punto di vista, dettato soprattutto da influenze familiari,culturali,sociali..ma distorti dalla superficiale conoscenza degli stessi.Il pregiudizio nasce dall'ignoranza che,ahimè, appartiene a qualsiasi ceto.

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  7. La debolezza del pregiudizio,nasce anche dall'egoismo personale,dove ci si crede di sapere la Verità Assoluta e quindi si stipulano dei quadretti tutti personalizzati in base al proprio punto di vista dettato da influenze familiari,culturali,sociali ma distorti dalla superflua conoscenza degli stessi.Il pregiudizio nasce dall'ignoranza che, a quanto pare ,non fa discriminazioni.

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