giovedì, febbraio 20

LA GAFFE DELLA SIGNORA PINA ALIAS DONATELLA CUOMO

La signora Pina (al secolo Donatella Cuomo ) nell’ansima di essere frizzante e tagliente nella cronaca di Sanremo Festival (sì, insomma, un mix di Sotis, Cederna e Aspesi in salsa peloritana), prende uno scivolone maestoso: si lamenta per essere stata costretta a sorbirsi, nella seconda puntata della festa canora nazionalpopolare, le gemelle Kessler e Franca Valeri, “che in un solo colpo facevano 250 anni”.

Ora, a mio avviso, criminalizzare la vecchiaia appare come uno dei misfatti culturali del nazismo. Soltanto una persona imbevuta di solidi principi fascisti può coltivare il mito della giovinezza, visualizzando la vecchiaia come anticamera della morte. Le Kessler ieri mi sono apparse stupende nella loro unicità, svolazzanti sulle ali fragili e bianche della loro età. E la Valeri….che sterminata malinconia, che struggente bellezza. Certo la signora Pina paga il canone in suonanti euro ma proprio per questo le Rai deve assicurarle che negli ultimi quindici o vent’anni della sua vita, la cultura corrente non la consideri uno scarto, ciò che denuncerebbe il fallimento della nostra civiltà. Diceva la de Beauvoir, nella sua “terza età”, che sarebbe bello considerare i vecchi come uomini, con una vita da uomini dietro di loro e non come cadaveri ambulanti. Forse la signora Pina dovrebbe leggere qualche libro in più. 

1 commento:

  1. Dare del fascista a una persona che dice la verità, che correttamente interpreta l'opinione che tutti abbiamo avuto guardando quella specie di spettacolo che chiamano Festival è veramente esagerato. Rimanere incollati davanti alla tv per vedere una sfilata di personaggi riesumati e tirati a lucido da una casa di riposo, ascoltare le continue parolacce che escono dalla bocca di una donna, che va in onda via satellite, aspettare le ore piccole per poter godere della musica proposta da giovani che rappresentano il futuro della nostra canzone, vedere inclusi nei big personaggi assolutamente sconosciuti.... questo come lo chiama la signora Fortino? Grazie da una persona che da una vita paga un canone ingiusto e preferisce di gran lunga un buon libro. Antonella Magazzù

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