mercoledì, febbraio 26

LA SCIATTERIA INDECENTE DEL POLICLINICO UNIVERSITARIO

Ieri una signora di età avrebbe dovuto fare la risonanza magnetica al policlinico di Messina, ma, arrivata al reparto, dopo avere attraversato la città e fruito di due autobus, si è sentita dire con aria candida dall’infermiere: niente da fare, la MACCHINA è GUASTA. Qualche settimana fa, un signore con problemi oncologici avrebbe avuto bisogno di effettuare una tac, ma al policlinico la MACCHINA era GUASTA, così, dopo due settimana di attesa, è dovuto approdare al centro di Santa Teresa. Questa delle macchine non funzionanti sembra essere diventata una cifra stilistica del nosocomio universitario messinese. La metafora è rappresentata dagli aggeggi interni alle aree dove si paga il parcheggio. Due su tre sono bloccati, così i pazienti devono affrontare  lunghe code.

Le disfunzioni ci  sono dappertutto nel nostro Paese ma quando riguardano il pianeta sanità, dove c’è di mezzo la sofferenza delle persone, il dolore fisico e psicologico derivante  da una salute in crisi, la sensazione disperante di perdita, la fragilità che si unisce ai disturbi, allora queste disfunzioni, dovute a sciatteria amministrativa, imperizia e menefreghismo, diventano indecenti. Potremmo anche fare un pistolotto contro l’attuale direttore generale Pecoraro ma sarebbe un falso bersaglio. Qui il problema è politico. E il problema si chiama Crocetta che, da circa un anno dovrebbe fare le nomine dei nuovi direttori generali delle Asp e degli ospedali, ma ancora cincischia, nell’attesa di applicare il manuale Cencelli come fa più comodo alle sue mire di carriera. Il presidente ieri ha dichiarato alla stampa che per le idi di marzo ci saranno le nomine. Ma quale cittadino siciliano, munito di raziocinio, può ancora credere nella promesse del guitto Crocetta?

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