giovedì, febbraio 6

PRINCIPATO "ADORNA" MESSINA DI ALTRE PANCHINE E ALTRI PASTORALI

Qualche mese fa parlammo della sistemazione da parte del Comune di Piazza Unità d’Italia, dicendone tutto il male possibile. Molte persone mi hanno chiesto, perplesse, quale fosse il torto di chi aveva progettato il restauro. E io risposi che in quella piazza manca l’idea, il disegno, la cultura. Cosa vuol dire nella fattispecie cultura? La consapevolezza del passaggio in questo mondo di geni creativi come Gropius o Mies van der Rohe, di personalità come Le Corbusier, di agglomerati di arte e design come il Guggnheim museum di Venezia o di New York o di Bilbao o di archistar come Renzo Piano o Calatrava o Alvar Aalto. Sì, insomma, tutto ciò che nel corso del Novecento si è prodotto per il raggiungimento della bellezza moderna, contemporanea. Ora, per fare comprendere meglio ciò che voglio dire, vi parlo della ristrutturazione sempre da parte degli uffici comunali della leggiadra Salita santa Barbara, un strada intervallata da scalinate, inframmezzata da deliziose piazzette e impreziosita dalla azzurra presenza, sullo sfondo, dello Stretto. Beh, nel corso del sopraluogo, in un contesto che più che brutto è banale, ho contato 18 panchine sempre di ghisa e ferro (ditta Benito tel 349 36521000), due incongrue pigne e 19 pastorali, sì, avete capito bene, gli stessi elementi che “ornano” Piazza unità d’Italia. Tutto fasullo, tutto talmente banale da entrare, a piano titolo, nel trash. Ma intanto l’arch. Nino Principato, autore della progettazione di spazi pubblici da restaurare, adora panchine e lampioni, anzi su questi ultimi ama raccomandare sofferto: “Toglietemi tutto ma non toccatemi i pastorali”.


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