giovedì, marzo 6

MINIMA MORALIA

Il 15 febbraio ero a Barcellona di Spagna, in ospedale. Tenevo compagnia a una mia nipotina (una fragile porcellana di nove anni) che aveva subìto un intervento a tutte e due la gambe. Era pertanto ingessata dal femore fino alla caviglia. (La storia di questa bambina un giorno la racconterò perché ha una valenza universale e può essere di monito a quanti la leggeranno). Le facevo mangiare delle ciliegie argentine grosse come una prugna che Sara gradiva moltissimo. A un certo punto la piccola esprime un’esigenza fisiologica. La prendo in braccio: ma la prendo in maniera scorretta. Avverto un crac alla schiena. Mi sono lesionata la prima vertebra lombare. Le vicissitudini relative a questo incidente mi hanno tenuto occupata e sofferente fino ai giorni nostri. Non devo sforzare la schiena per alcun motivo conducendo un’esistenza protetta. Ho pertanto molto tempo per riflettere.

Riflessione numero uno. Quello che conta, nella vita, è la formazione di una famiglia di elezione. Spesso la famiglia biologica non corrisponde a ciò che tu apprezzi di più. Anche all’interno della famiglia biologica ci sono soggetti più vicini al tuo sentire e altri più lontani. Spesso la famiglia biologica finisce con l’essere una trappola insidiosa che ti soffoca piuttosto che alleggerire la tua esistenza. In più, in qualsiasi famiglia , a un certo punto, entrano a farne parte elementi estranei, mariti, mogli, nuore, generi ecc, tutte personalità “altre” che possono collidere con la cultura, il modus vivendi e il pensiero che sta dietro a un nucleo familiare. Spesso alcuni di questi elementi sono mefitici, velenosi e inoculano tossine nella rete affettiva, procurando tensioni o crisi talvolta irreversibili. Tutto questo crea un vulnus nel tessuto familiare che ne sconquassa il possibile assetto armonioso. Così diventano un supplizio le feste di Natale, per es. , espressione tra le più retoriche dell’impianto familiare. La famiglia di elezione invece è più flessibile di quella biologica e più vicina al tuo modo di vivere e di sentire. Inoltre è meno cristallizzata. E risponde a scelte su cui si può tornare indietro.

Seconda riflessione. Oltre la famiglia di elezione è importante crearsi una rete di affettuosi mercenari. Persone disponibili psicologicamente il cui aiuto si può compensare con piccole somme di danaro. E’ una sorta di “do ut des” accettabile, tu mi vieni incontro offrendomi un servizio che  alleggerisce il mio “train de vie”, io ti ricompenso con un pensiero tangibile che, comunque, in un contesto di bisogni, può far comodo.

Terza riflessione. Tanto la famiglia di elezione che la rete di affettuosi mercenari non eliminano la grande solitudine esistenziale. Tu sei solo, in ogni caso. Sembra orribile, ma se accetti questo assunto, vivi molto meglio. L’importante sta nel fatto che tu conservi la tua limpidezza mentale, la capacità di gestirti. Perché nel momento in cui questa cessa, resti in balìa degli altri. I quali, anche se tu hai risorse economiche, anzi a maggior ragione, ma non sei più consapevole, tendono a sbatterti in un ospizio, per entrare più velocemente in possesso dei tuoi beni(vedi “parenti serpenti”. A meno che tu non abbia la fortuna di ritrovarti accanto una persona sensibile ( o della famiglia biologica o di quella di elezione) che ti “custodisca”, in quanto portatrice di un’etica kantiana. Ma questo, che è pure un grande regalo della vita, non ti mette al riparo da giganteschi inconvenienti. La persona che ti custodisce deve capire che, per te, anche se sei inconsapevole, è importante andartene con dignità. Senza devastanti accanimenti terapeutici, in una condizione, per quanto è possibile, vicina all’eutanasia.

Quarta riflessione. La vita, tuttavia, è fantastica. Ed è importante viverla con generosità. Se dai, ricevi. E’ un trucco sperimentato. Anche se riceverai da altre parti rispetto a quelle alle quali hai dato.

Et de hoc satis.


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