martedì, aprile 15

A CHI GIOVA RI-TROVARE LA TOMBA DI ANTONELLO DA MESSINA?

Messina è la città dello sciovinismo selvaggio mixato con un becero provincialismo. Esaminiamo un caso: il battage che si sta facendo relativamente alla tomba di Antonello che, secondo alcuni soloni cittadini, dovrebbe trovarsi nella cripta della Chiesa di S.Maria del Ritiro e la cui scoperta dovrebbe costituire un grandioso ri-lancio del turismo culturale peloritano. Un gruppo di intellettuali à la carte, capitanati dall’arch. Nino Principato, emblema culturale delle nostre plaghe, autore di ben tre ristrutturazioni di punta che rasentano il trash (piazza antistante il tribunale, spazio intorno alla fontana del Montorsoli e scalinata Santa Barbara), si stanno dando un gran daffare per il ritrovamento dei resti del famoso pittore messinese. Hanno cooptato nel team prestigioso, il signor Silvano Vinceti, personaggio nordico famoso (a Messina) per avere costituito nel 2008 una sorta di sconosciuto Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni storico culturali e ambientali e altresì per avere fatto ricerche corpose atte a trovare ossa importanti (Caravaggio, Boiardo, Poliziano, Pico della Mirandola, Lisa Gherardini, detta “La Gioconda”). L’allegra brigata ha portato il progetto fuori le mura, a Palermo cioè, ricevuti in pompa magna dall’onorevole Marcello Greco, resosi disponibile dopo avere concluso la raccolta delle olive. L’obbiettivo è di creare un tavolo tecnico con Comune, Provincia(quel che resta), Soprintendenza al cui vertice ri-brilla Rocco Scimone, Università e Cnr (che possiede il georadar, importante per  rilevare la presenza nel sottosuolo, della cripta). Per avviare la campagna di scavo e ritrovare le ossa di Antonello sono necessari 120mila euro, mentre per recuperare il sito (il cui progetto è stato redatto dalla coop. Trapper riferentesi al solito Principato) abbisogna un milione di euro. Sì, avete capito bene, Principato si appresterebbe a riqualificare la zona di Ritiro, con la medesima cifra stilistica delle altre sunnominate ristrutturazioni. Il condizionale è d’obbligo. Infatti chi dovrebbe finanziare l’opera? Il Comune, la Provincia, la Regione, l’Università, il Cnr? Menomale che, grazie al cielo, nessuno possiede un euro.

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