domenica, aprile 6

IN RICORDO DI FRANCO VITA

Ieri, 5 aprile 2014, se ne è andato Franco Vita. Aveva solo 56 anni e una grande voluttà di vita. Un anno fa gli fu diagnosticato “un brutto male”. Il prof. Veronesi, la vestale dei tumori, sostiene che non si deve più pronunciare questo luogo comune, perché oggi questi mali si curano. Ma quello di Franco è stato davvero ”un brutto male”. Ribelle a tutte le terapie, ha avanzato inesorabile, ha divorato tessuti e cellule, succhiandogli le energie vitali. Era commovente notare in Franco una sorta di disperato tentativo di “normalizzare” la propria vita: continuava a guidare la moto, cercava riparo nelle distese innevate di Madonna di Campiglio, acquistava la piantine di peperoncino per la trenette piccanti, correva spesso nel “buen retiro” di Tortorici dove respirava l’aria buona, vivificante, cucinava torte e manicaretti, spesso con ottimi risultati. Insomma cercava di affermare la vita e il suo diritto a vivere. Poi, qualche giorno fa, si è assopito. Quasi a voler significare: basta, sono stanco. Lo hanno assistito, curato, vegliato con amore le tre donne della sua vita: Annuccia, la moglie e le due figlie, Emma e Ada.


Nessuno muore sulla terra, finchè vive nel cuore di chi resta.

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