martedì, aprile 29

LA VALERIONA SI VUOLE SEPARARE? FATTI SUOI.

Tutti i media hanno commentato con avidità la notizia della separazione di Valeria Marini: chi ha ricordato, con sarcasmo, i sette metri di velo, chi i costi della festa di nozze, qualcuno ha parlato di dissesti finanziari del marito, altri hanno raccontato di un nuovo flirt con un uomo molto più giovane di lei (ben 11 anni!). La Littizzetto, da sempre tendente a un sottile insopportabile maschilismo, ha ridacchiato sul nome del marito che fa COTTONE di cognome e IDROFFILO di nome. Tutti nella norma di uno stucchevole gossip. Soltanto sul Domenicale del Sole24ore ho letto un “graffietto” che stigmatizzava questa voracità maligna della stampa italiota e sottolineava il diritto della Marini a essere lasciata in pace. Con i suoi errori e le sue delusioni. Ben detto. Approvo. Io adoro la Marini, intanto perché è di una bellezza luminosa, esagerata, da schianto. Ve la ricordate a San Remo, resa dea da Gianfranco Ferrè. Quando la si vedeva scendere le scale con quel corpo generoso fasciato d’oro, sensuale fino all’esagerazione, flessuosa, ondeggiante, bellissima. Fuori e anche dentro. Due annotazioni: la sua difesa appassionata del suo compagno Vittorio Cecchi Gori, in occasione del suo arresto, là dove altre sarebbero fuggite a gambe levate e il dono di tutti i regali di nozze (munifici assegni) ai bambini dell’ospedale Gaslini di Genova. Auguri, Valeriona.

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