martedì, aprile 22

PERLE RENZIANE: LA FIDUCIA, LE DONNE-PRESIDENTI, I CERCHI MAGICI (O SOVRASTRUTTURALI)

Molti (intellettuali e uomini di cultura) sostengono che Renzi sia l’ultima spiaggia del nostro Paese. Se fallisce Renzi, secondo questi soloni, siamo alla rovina. Noi invece siamo convinti (purtroppo) che Renzi sia un uomo immagine, che parla per spot, incanta il popolo (prevalentemente) di destra e possiede una struttura etica molto sfilacciata.
I vari tasselli che compongono il suo programma di governo appaiono simili alle carte da gioco siciliane che poste con abilità l’una sull’altra formano una costruzione: precarissima, fragilissima. Basta un colpo di tosse per farle crollare. Elenchiamo una serie di promesse, tenute insieme con gli spilli. Il taglio del cuneo fiscale: non è affatto certo che le autorità europee concederanno di rinviare a due anni il rientro del limite del 3 per cento del rapporto tra il Pil e il deficit del debito pubblico. E poi: la tassa sulle banche è UNA TANTUM; i tagli alla Difesa sono soltanto rimandati; il maggior incasso dell’Iva è un anticipo di un anno e ce lo ritroveremo sul groppone nel 2015; il plafond per pagare le aziende creditrici doveva essere di 17 miliardi e invece è stato ridotto a 7. Infine: il famoso tormentone, gli 80 euro in più a chi ha un reddito intorno ai 20 mila euro annui, può andare bene (facendo lo sconto delle sue finalità elettorali) ma perché lasciare fuori gli incapienti che sono alla fame?
Eppure, forse per una di quelle alchimie favorevoli, sembra che Renzi miracolosamente stia facendo rifiorire in Italia la fiducia. Che non è un valore volatile ma una importante risorsa che potrebbe indurre molti imprenditori a investire nel Bel Paese. Viviamo un momento incredibile in cui più che della sostanza dobbiamo accontentarci delle bolle di sapone, delle patine colorate, di fugaci sensazioni.



Renzi, le donne e i cerchi magici (o sovrastrutturali). Certo, la mossa appare rivoluzionaria: quattro signore impegnate (Emma Marcegaglia, Luisa Todini, Patrizia Grieco e Catia Bastioli, rispettivamente presidentesse dell’Eni, delle Poste, dell’Enel e di Terna) assurgono ai vertici di quattro importanti aziende pubbliche. Ma intendiamoci: nessuna delle quattro viene nominata Amministratore Delegato, carica  rigorosamente intestata agli uomini. Loro, poverette, costituiscono la serie B, con un incarico di rappresentanza e un emolumento annuo uguale a quello del Presidente Napolitano. Cioè, “povero” (234 mila euro l’anno). Pensate che il predecessore di Marcegaglia in Eni, Giuseppe Recchi, guadagnava 1,22 milioni di euro. A proposito di Eni e di Marcegaglia. Ve lo ricordate che nel 2011 il fratello della Emma, Ad dell’azienda di famiglia, ha patteggiato una condanna per avere pagato una mazzetta a un’azienda del Gruppo Eni? E vabbè, ma la Marcegaglia appartiene al cerchio magico (o sovrastrutturale) di Renzi. Il manuale Cencelli la fa da padrone in queste nomine e Renzi, senza un sussulto di indignazione, riconferma Gianni De Gennaro, noto soprattutto per i fatti del G8 di Genova, alla guida di Finmeccanica. E vabbè, ma De Gennaro è nel cerchio magico (o sovrastrutturale) di Giorgio Napolitano. Infine, un signore delle nostre parti che risponde al nome di Salvatore Mancuso, banchiere del fondo Equinox entra in Enel, quale consigliere. Ma ne dovrà uscire se, poiché indagato per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza nell’inchiesta sul gruppo risanamento del gruppo Zunino, si ritroverà a breve rinviato a giudizio. E vabbè, ma Mancuso  appartiene al cerchio magico ( o sovrastrutturale) di Intesa San Paolo. Come vedete, tutto si tiene.  

Nessun commento:

Posta un commento

Recent

recentposts

Lettori fissi

Random

randomposts

Blog Archive