mercoledì, aprile 2

UN LABORATORIO PER I BENI COMUNI A FORMA DI FOGLIA DI FICO

Ieri mattina, Renato Accorinti, più pimpante che mai e in pieno delirio narcisistico per essere stato citato quale “sindaco scalzo e rivoluzionario” da Gad Lerner e Riccardo Iacona (ma queste icone del giornalismo nazionale si sono, forse, bevuto il cervello?), Accorinti, dicevamo, ha presieduto una conferenza stampa per la presentazione del “Laboratorio Messina per i beni comuni”. Che metterà in connessione cittadini e istituzioni, attraverso un forum aperto e l’aiuto di esperti quali Paolo Maddalena, giurista E Luciano Marabello, architetto. Ambedue personaggi prestigiosi. Questo laboratorio –asserisce il sindaco- serve “per aiutare la giunta, il consiglio comunale e la cittadinanza a trovare vecchi e nuovi strumenti di partecipazione, che consentano al territorio di difendersi all’occorrenza sia dallo Stato che dal Privato”.

Progetto ambizioso e ricco di iniziative. Moderno e attuale. Colto e sofisticato. Ma appare viziato dal solito effetto-annuncio, una gigantesca operazione di immagine, una foglia di fico, una maschera multicolore che copre il vuoto. Posto che finora, da nove mesi in qua, Renato Accorinti non ha messo in moto alcun meccanismo partecipativo. Tutte le promesse fatte in campagna elettorale che avevano infiammato gli animi dei più ingenui, si sono sciolte in una paludosa quotidianità. Le decisioni  sono state assunte (e non da lui, ma da qualche componente della giunta più attrezzato sul piano culturale) nel chiuso dei sancta sanctorum, non si è costituito alcun soggetto politico che entrasse in sintonia con l’amministrazione e gli illusi, aderenti a “Cambiamo Messina dal basso”, si sono sentiti presi in giro, traditi, anzi, diciamolo pure , truffati.

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