mercoledì, maggio 28

GUARDANDO LA TIVU'. PARTE PRIMA

Andiamo per ordine cronologico. Lunedì sera proietto tutta la mia attenzione su “Otto e mezzo”. La Lilly è gradevole, ha classe, si barcamena con una certa disinvoltura sui temi politici. E ha polso. L’unico neo sono i suoi capelli. Come tutte le donne che hanno di sé un’immagine “bella”, risalente nella protostoria della loro vita (cioè in epoca adolescenziale) la Lilly non ha capito che anche i capelli invecchiano e che quindi, superati i quarant’anni, bisogna tagliarli corti, cortissimi. Quindi spesso riempie lo schermo con il pelame rosseggiante, voluminoso, incongruo alla sua età. Meno male che spesso si presenta con uno imponente chignon, un po’ datato, tuttavia meno ridicolo rispetto a quando, al pari della sedicenne manzoniana Ermengarda, “scioglie le trecce morbide sull’affannoso petto”. Ieri l’altro, dicevo, ospiti di “Otto e mezzo” erano, Massimo Cacciari (uno degli uomini più sexi esistenti nel panorama politico, intellettual-filosofico), la Picierno (appena eletta al Parlamento europeo nelle fila del Pd) e Andrea Scanzi, erotico giornalista del Fatto quotidiano, adorato dalla ragazzine, il cui atteggiamento rivela ruvide asperità caratteriali che scimmiottano lo stile di Travaglio, ambedue innamorati di Grillo. Dopo l’introduzione di Cacciari sulla vittoria del Pd nel Nord Est d’Italia, inizia una isterica querelle tra la Picierno, un po’ vajassa e Scanzi, reattivo e aggressivo. La Gruber entra in agitazione allorquando il becchettarsi dei due diventa sovrastante su tutto. Un commento adeguato viene da Cacciari. Non parla ma ha un’espressione desolata ( con quanta mediocrità mi tocca confrontarmi, sembra dire) e ricorda il San Sebastiano del Perugino: la testa reclinata da un lato, il viso ascetico, con barba ascetica e baffi ascetici, che declina tutti gli stadi della sofferenza-insofferenza. La Gruber è costretta per ben tre volte a ordinare teutonicamente ai cameramen di abbassare i microfoni, al fine di spezzare d’imperio lo stucchevole battibecco. Ne esce vincente Cacciari, col suo pensiero forte, la tagliente lucidità delle proprie argomentazioni e l’ineliminabile fascino dell’intellettuale di sinistra. Specie in estinzione.

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