giovedì, maggio 29

UN ALTRO FOSSO DA SALTARE PER SALVATORE MANCUSO

Fanno parte del cerchio magico di Angelino Jolie, Salvatore Mancuso, vice presidente dell’Alitalia nonché titolare del Fondo Equinox, e il fratello minore Bruno, già sindaco di Sant’Agata di Militello e oggi senatore della Repubblica. E Angelino, puntualmente, lo ha tenuto presente nel valzer delle nomine pubbliche, inserendo il primogenito nel Cda dell’Eni. 

Ma Salvatore, arrogante compulsivo, non è soddisfatto: poiché a capo dell’azienda energetica è stata nominata  Emma Marcegaglia, a lui poco gradita,  con una veloce mossa da esperta faina, chiede e ottiene dal suo protettore, il passaggio dal Cda dell’Eni a quello dell’Enel, e porta a casa, trionfante, il suo trofeo.

Ma le stelle si mettono di traverso. Proprio il Cda dell’Enel ha approvato, il 22 maggio, la proposta del Tesoro di inserire  nello Statuto la cosiddetta clausola etica. Bocciata invece da Finmeccanica, Terna ed Eni. Cosa impone la clausola etica? La decadenza degli amministratori rinviati a giudizio, per reati finanziari, fiscali e patrimoniali. 

E qui casca l’asino, pardon, Mancuso. Perché la Procura di Milano circa un mese e mezzo fa ha chiesto di far processare Mancuso, insieme all’immobiliarista Luigi Zunino, per  il crac Risanamento, con l’accusa di aggiotaggio e di ostacolo alla Consob. Quindi dovrebbe essere espulso dal Cda dell’Azienda elettrica. Pare che, appresa la nefasta novella, Mancuso, a prima botta si sia mangiati i “cabasisi” col sale per poi iniziare un coriandolio di frenetiche pressioni su Angelino Jolie. Ci riuscirà il nostro eroe a saltare quest’altro fosso che appare particolarmente periglioso?

Adele Fortino


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