sabato, giugno 14

DANIELA CATANOSO, ACCORINTI E IL CONO A TRE PALLE

Certo, deve essere stato pesante per Daniela Catanoso, funzionaria del Comune di Messina, espertissima di fondi europei, sentirsi contestare dall’ineffabile Accorinti di avere presentato, nella nota spese relativa a un viaggio di lavoro a Bruxelles, persino uno scontrino di 5 euro pagato alla ciocco-gelateria Venchi di Fiumicino, per la consumazione di un cono. 

Il cono, a dire il vero, era sontuoso: a tre palle e persino guarnito di panna. La Catanoso, dal suo punto di vista, bisogna capirla: intanto lei si occupa di progetti europei per lo sviluppo di un sistema di alimentazione nel territorio a basso consumo di carbonio e non a basso consumo di glucidi. E poi c’è da valutare il contesto: il fascino attrattivo della gelateria Venchi. Chi ha mai saputo resistere a un cono così leccornioso? 

Ma qualunque donna sia pure moderatamente narcisista, mai si sarebbe sognata di fagocitare un enorme gelato a tre palle; che esagerazione!, che, poi si sa, tutto va a finire nei rotolini sull’addome, o sulle rotondità del derrière. Ergo, a nostro parere, la Catanoso avrebbe dovuto consumare un gelato da due euro e mezzo. Salvando così il culo e facendo contento il sindaco-contabile, per il quale l’onestà è un vessillo e la competenza un optional.


Adele Fortino


1 commento:

  1. Cara Adele Fortino,
    ho la sensazione che il “fascino attrattivo” della pubblicazione sul Suo sito dell’articolo col mio nome in testa, abbinato alle tre palle del cono, sia stato più trascinante di quello al quale mi si attribuisce di aver ceduto.
    Mi dispiace smentirla, ma i fatti sono ben diversi da come Lei li ha raccontati. Infatti, il costo del cono gelato non era a carico del Comune, ma dell’Unione Europea che ha approvato il nostro progetto Urbact.
    E’ vero che ho speso 5 euro per un cono, ma è vero che ne ho fatti risparmiare molti di più all’Istituzione che mi avrebbe rimborsato ogni pasto (almeno 3) della giornata. E già! Il 6 febbraio 2014 ho pranzato solo con un cono e non ho presentato alcun altro “scontrino per pasto” della giornata. Assicuro in ogni caso, che a livello calorico e nutrizionale mi sono mantenuta al di sotto della soglia a me consentita.
    Quanto poi al fatto che, oltre ogni narcisismo, sarei stata l’unica donna a non resistere ad un cono così leccornioso così da farlo finire sui rotolini dell’addome e sul “derrière”, lascio ogni commento a chi prima o poi leggerà la mia versione dei fatti.
    Spero che questo accada bonariamente anche sul suo sito e con la medesima rilevanza con cui sono stata portata agli onori della cronaca.
    Daniela Catanoso

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