lunedì, giugno 2

RENZI VUOLE UN PAESE SMART, BIANCO SBLOCCA 4 OPERE, ACCORINTI SCOPA...LA FONTANA ORIONE

A Trento c’è Matteo Renzi che, forte del successo elettorale, lancia il provvedimento “sblocca Italia” atto a rendere il nostro paese più “smart”, portando avanti e definendo opere ferme da 40 anni.

A Catania c’è Enzo Bianco, che, insieme al suo assessore ai Lavori pubblici, Luigi Bosco, indica lo sblocco di ben quattro opere pubbliche, ferme: il completamento della rete di metanizzazione dei quartieri del nord est della città (6,5 milioni di euro), la viabilità di scorrimento da piazza Europa a via del Rotolo (12.5 milioni di euro),il riattamento del palazzo dello Sport di Nesima (6 milioni) e il completamento della viabilità di San Giovanni Galermo, 5 milioni di euro).

A Messina c’è Renato Accorinti, che, sempre più imbevuto del suo traboccante narcisismo, passa il proprio tempo a inventarsi contesti simbolici dentro i quali farsi immortalare. 

Proprio ieri il sindaco scalzo, sempre più emaciato e più clochard, si è attivato per scopare la fontana di Orione a Piazza Duomo, con conseguente foto sulla Gazzetta (che è la massima aspirazione di tutti i piccolo borghesi della città), turisti giubilanti e codazzo di selfie. 

Tutto ciò mentre i cittadini incapienti aumentano, gli edili disoccupati vogliono mettergli le mani al collo e, sacrosantamente, Anna Giordano (che ci sembra, oggi, una elettrice più che pentita) ricorda alla giunta la precarietà del viadotto Ritiro, per rinforzare il quale ci sono ben 54 milioni di euro, e lo stato pietoso di dissesto delle strade perpendicolari al mare, fiumare tombinate con voragini, tubi di acqua perdenti, ferri che cedono e cemento che crolla.

Un ultima osservazione: trovo azzeccato il riferimento delle associazioni ambientaliste a Bilbao, la città basca che alla fine dei novanta attraversò un periodo di grande crisi industriale e di declino delle attività portuali. Che ha fatto la classe dirigente di Bilbao? Si è messa in contatto con la Fondazione Guggenheim e investendo ingenti risorse, ha dato luogo allo strepitoso Museo, un mirabile esempio di decostruttivismo, realizzato da Frank Gehry, tutto rivestito da migliaia di lamine di titanio che lo rendono d’argento all’alba e d’oro al tramonto. 

Sarebbe interessante, aggiungo io, che il Comune di Messina finanziasse un fine settimana (magari ricorrendo a una colletta pubblica) a qualche suo alto dirigente, restauratore di piazze cittadine, perché si renda conto della rivoluzione che l’arte e il design, dall’800 a oggi, hanno subìto.

Adele Fortino


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