martedì, luglio 8

AIUTO, LE MEDUSE...

Avete presente quegli esseri ameboidi con il corpo a forma di celenteron  da cui si dipartono lunghi tentacoli provvisti di cellule urticanti? 

Avete presente la sensazione di bruciore dolore rabbia frustrazione che vi assale quando dopo avere conquistato il seducente refrigerio dell’acque marina, vi sentite arpionare, da una medusa appunto, una zona del vostro corpo, consapevoli come siete che nel giro di dodici ore, in quel punto preciso, la vostra pelle si arrosserà vivamente, si gonfierà, determinando vescicole schifose che permarranno per giorni e giorni? 

Ecco, domenica scorsa sono stata vittima del regalino urticante di uno di questi esseri immondi, mentre facevo il bagno nelle acque dello Stretto. Riparatami precipitosamente sulla riva, ho imprecato a lungo contro il destino cinico e baro che ci costringe a fronteggiare ANCHE le meduse e subito sono stata circondata da una quantità di amiche, ognuna delle quali aveva un rimedio da propormi. Scartata per prima l’ipotesi di una pisciatina sulla parte offesa, mi sono limitata a premere sulla coscia una pietra calda (rimedio del tutto inefficace) e, sconfitta, ho fatto ritorno a casa.


Oggi a distanza di otto giorni, la mia gamba è ancora segnata da rossi geroglifici che sembrano evocare un quadro di Capogrossi e, cosa ancora più straziante, non potrò  prendere il sole fintantochè la traccia rossastra non andrà via. 

Però ho avuto, da fonte autorevolissima, un consiglio che vi regalo: appena fatto l’incontro fatale con la bestia, lavate energicamente la parte colpita con acqua di mare, lasciate asciugare e dopo applicate un miscuglio di Polaramin (antistaminico) e Licoidon (cortisonico). L’indomani, mi si dice, non avrete traccia dell’incidente. Datemi notizie. E auguri.

Adele Fortino


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