venerdì, luglio 11

BERLUSCONI PERSEGUITA VIOLANTE. NO ALLA CONSULTA

Ma cosa deve fare il povero Luciano Violante per adire uno scranno a Palazzo della Consulta? Cosa deve più inventare, al di là delle realizzazione di una vera e propria mutazione genetica (Dagospia gli dedicò, a suo tempo, un divertente calembour, “Violante uno, Violante due), per superare l’ostilità del suo nemico giurato, Silvio Berlusconi? 

Nel 2005, sempre per volere di Silvio, pronto a rendere la pariglia alla sinistra che, nel 2002 si era opposta all’elezione di Filippo Mancuso, gli fu preferito Gaetano Silvestri. Nel 2011, l’implacabile Berlusconi fece in modo di mandare a Palazzo della Consulta Sergio Mattarella e oggi, l’ex premier, nonostante gli sforzi di cambiamento di Violante, continua a considerarlo “il capo del partito delle Procure”, la sentina di tutti i vizi della giustizia italiana, l’emblema delle toghe rosse e, per bloccarlo, gli lancia contro Ghedini. 

Ipotesi destabilizzante che rischia di far rinviare tutto a settembre, determinando un ennesimo capitombolo di Violante. Cosa può fare oggi il magistrato-senatore, già definitivamente permeato da schizofrenia politica, per vincere le resistenze di Berlusconi? Sostenere che la grazia all’ex premier, da parte del capo dello Stato, è un atto dovuto?   


Adele Fortino


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