sabato, luglio 12

MESSINA E L'ECONOMIA DELLA LOTTERIA

In un’autorecensione del suo nuovo saggio "Buttanissima Sicilia. Dall’autonomia a Crocetta, tutta una rovina" (Bompiani 2014), Pietrangelo Buttafuoco lamenta e prova dimostrare come la Sicilia, a parte Camilleri, non sia più di moda. 

Orami, la primavera palermitana - scrive - è argomento trattato dai libri di storia. Non c’è più la pubblicistica di un tempo. La mafia ha perso appeal. La scrittura e la cinematografia fanno parte di una voga tramontata. La politica non c’è più. Il regionalismo, la sindrome del pittoresco e il tipico cascame provinciale del rivendicare una specificità, svelano un vuoto più che un arretramento.

Messina, come comunità, non è mai arretrata perché non è mai avanzata, non ha conosciuto alcuna primavera né è stata oggetto interessante, a livello nazionale, nella scrittura e nella cinematografia; si è sempre tenuta lontana dalla politica palermitana e sconosce voglie di regionalismo e di autonomia. 

Eppure Messina, recentemente, ha avuto un suo momento di notorietà modaiola con il suo sindaco dal look straccione e la proposizione di slogan programmatici accattivanti quale “la rivoluzione dal basso” che, di per sé, non significa nulla ma coinvolge tutti senza escludere nessuno. 

Però anche questo modello innovativo di comunicazione politica è passato di moda. Per il resto la rivoluzione si è tradotta in azioni sterili dal punto di vista di una rottura di potentati preesistenti che possono tranquillamente sopravvivere all’isola pedonale e alla pista ciclabile. 

Ma è così grave perdita non essere più di moda? Quando la Sicilia lo è stata, sotto il profilo economico, non si è registrato alcun segnale di cambiamento in positivo. Anzi. La primavera palermitana è coincisa con la creazione del devastante bacino dei precari.


In ogni caso, Messina dorme tranquilla e pensa, per vitalizzare i suoi redditi, all’introduzione di monete virtuali e all’organizzazione di lotterie comunali, più adatte a eroine-zitelle di Jane Austen che a cittadini del ventunesimo secolo. Non saranno perciò di moda ma una citazione nei manuali della “freakonomics” (l’economia applicata ai comportamenti irrazionali) è assicurata.


Nessun commento:

Posta un commento

Recent

recentposts

Lettori fissi

Random

randomposts

Blog Archive