lunedì, dicembre 15

TONY ZERMO CONTRO GUIDO CERONETTI: PERCHE' GLI UOMINI AMMAZZANO LE DONNE?

Due sono essenzialmente i punti di fissazione, i capi assoluti, gli argomenti principe che esplicita, nei suoi scritti senili, Tony Zermo, colonna del quotidiano “La Sicilia”, le cui profondità culturali sono rappresentate da quella “Y” che caratterizza il suo nomignolo, Tony, appunto In primo luogo viene il Ponte sullo Stretto di Messina a cui Zermo dedica appassionati interventi a favore (del ponte e del suo, neanche tanto occulto sostenitore, Mario Ciancio); a seguire si legge spesso una sorta di malinconica struggente rimembranza per le case chiuse del quartiere San Berillo, dove è facilmente intuibile Tony abbia spento le sue giovanili tempeste ormonali, le sue effervescenze post-adolescenziali. In questi giorni Zermo teorizza un assunto assolutamente nuovo: se quella stronza della Merlin non avesse chiuso le case di tolleranza a quest’ora non ci sarebbero i femminicidi. L’uomo uccide la donna perché non ci sono più prostitute “protette”, atte a spegnere la sua sete sessuale.


Ora ci appare chiaro che le letture di Zermo abbiano un periplo molto circoscritto. Non ha mai letto, per esempio, che un grande intellettuale, Guido Ceronetti, ha supplicato qualche anno fa il genere umano di eliminare dal linguaggio  “l’orripilante femminicidio” che abbassa le donne al solo ruolo animalesco che è quello di figliare e allattare, per sostituirlo con “ginecidio” che deriva dal greco classico e ricorda termini bellissimi come gineceo, ginecologia, misoginie ecc. Ma c’è di più, con argomentazioni colte, Ceronetti fa presente il pensiero di Nikola Tesla, scienziato fisico, che nel 1924 scriveva che la più grande tragedia del nostro tempo fosse l’avvento del potere femminile, un combattimento delle donne contro l’uomo per subentrargli nel lavoro e nelle professioni, capovolgendo i ruoli nelle famiglie. Ciò che ha prodotto una riscossa maschile degenerata: la coltellata, gli spari, lo stupro,ecc.


In più, il ricordo melanconico di Ceronetti va ad Antigone, l’eroina sofoclea che ha disobbedito a Creonte pur di dare degna sepoltura al fratello. “La vista di una donna che singhiozza su un corpo morto, nelle grandi catastrofi e nelle stragi politiche, consola. Quel morto non è solo, non è consegnato senza compianto alla macchina sociale. Violentare, sfregiare, uccidere una donna è lo stesso che uccidere l’eterna legge trasgressiva di Antigone, quella dell’amore, perdutamente ed esclusivamente, scritta sugli astri”.

Ecco due elementi alti che Ceronetti indica a proposito del “ginecidio”: la motivazione della violenza maschile sulle donne e il ruolo amorevole che la donna rappresenta da sempre. E’ sfuggito a Ceronetti questo terzo elemento: la chiusura delle case chiuse. Pertanto gli invieremo questo post, acciocchè il filosofo italiano rifletta bene…

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