giovedì, gennaio 8

DELITTO ALFANO, ANTIMAFIA O BUSINESS?

Grigio anniversario per Peppe Alfano, ucciso 22 anni fa a Barcellona P.G., un anniversario in tono minore, senza rivelazioni eclatanti da parte della figlia Sonia, senza presenze importanti a supportare ricostruzioni fantasiose, senza tentativi di ulteriori monumentalizzazioni del personaggio.


Sta parlando il pentito Carmelo D’Amico e quando le rivelazioni saranno rese note forse si potrà fare luce su un delitto che ancora trascina con sé ombre fittissime, stretto tra verità giudiziarie, verità storiche e verità personali (della figlia Sonia). A proposito della quale siamo in grado di ricostruire tutta la mappa dei risarcimenti ottenuti (sia da lei che dalla famiglia) tanto in sede regionale che in sede nazionale.


Alla morte di Beppe, Sonia Alfano e i suoi fratelli ricevono subito dalla Regione Siciliana 500 euro al mese, vita natural durante, insieme a un posto di lavoro per chiamata diretta che frutterà un reddito intorno ai 1700 euro mensili. A latere, la famiglia ottiene un indennizzo di 150 milioni di lire e subito dopo una provvisionale di 100 milioni di lire.

Poi, nel 1999 viene fuori la legge 512 con la quale si istituisce un Fondo di Rotazione nazionale da erogare ai parenti delle vittime della mafia. Nel 2003 Sonia cita il capoclan Giuseppe Gullotti (attualmente in carcere proprio per il delitto Alfano) notificando l’atto al Fondo per il risarcimento (3 milioni di euro, la richiesta) dei danni patrimoniali, morali, esistenziali e biologici.

Il Tribunale di Barcellona nel 2009 stabilisce che non v’è stato danno patrimoniale bensì morale ed esistenziale e liquida alla famiglia, diversamente ripartiti, ben 4 milioni di euro. Ma non si pronuncia sul danno biologico, per il quale la Alfano ha chiesto un supplemento di risarcimento (2 milioni di euro?), essendo affetta da una malattia autoimmune, il lupus eritematoso, dovuta, a suo dire, allo stress emotivo causato dalla morte del padre. Sicchè continua la causa per il danno biologico.

Il Tribunale di Barcellona chiama tre periti (Franz Di Stefano, psichiatra di Messina, e i dottori Calabrò di Barcellona e Navarra di Palermo). Voci non confermate sostengono che gli esperti avrebbero escluso il danno biologico. Sul punto di dovrà pronunciare il Tribunale di Barcellona.

Adele Fortino

1 commento:

Recent

recentposts

Lettori fissi

Random

randomposts

Blog Archive