domenica, gennaio 11

DOPO UN BAILAMME SURREALE SI CONFERMA IL TRISCELE MAGICO DI ACCORINTI

C’era una volta “Cambiamo Messina Dal Basso”, un movimento di spiriti puri, giovani battaglieri e saggi soloni dal pelo ormai bianco, nato in occasione delle Amministrative del 2013, in piena tormenta di antipolitica, dentro uno strepitoso vento di cambiamento, che voleva ri-fondare questa sciroccata città. Via i vecchi arnesi della politica, si marciò verso un’Amministrazione civica che desse un imprinting nuovo al governo della città, coinvolgendo nelle decisioni, tutti cittadini onesti, vogliosi di pulizia e di spirito partecipativo. Sull’onda di un entusiasmo che contagiò i colti e gli incliti nonché vaste aree della società borghese, fu portato al vertice di Palazzo Zanca, Renato Accorinti, circondato da un gruppo scelto di noti professionisti, senza alcuna esperienza amministrativa ma, in compenso, onesti e dalla veste immacolata.


Uno dei primi atti del governo cittadino fu la nomina del Presidente del Teatro Vittorio Emanuele e questo costituì la cartina al tornasole, la prima scelta politica che avrebbe dovuto fare zampillare il Nuovo. Invece fu scelto tale Maurizio Puglisi, sconosciuto ai più, ma intimo di Ninni Bruschetta, grande elettore di Accorinti. Si scelse cioè l’amico dell’amico. A partire da quel momento tutto quello che seguì fu nell’alveo della più tradizionale stantia politica, il gruppo dirigente iniziò a prendere decisioni in una solitaria turris eburnea, la partecipazione dei cittadini divenne soltanto uno slogan, la delusione iniziò a serpeggiare tra gli aderenti al Movimento.


I primi a sentire sulla pelle un’orticaria insostenibile furono Luigi Sturniolo e Nina Lo Presti. I quali tentarono approcci concreti con gli amministratori, fecero critiche neanche troppo velate, crearono proposte che puntualmente vennero ignorate, fino alla decisione, sofferta, di abbandonare Cmdb per manifesta insostenibilità. Il resto del Movimento mugugnava, discuteva, cercava soluzioni, si incazzava. Finchè, evviva i luoghi comuni, si arrivò al goccia che fece traboccare il vaso: l’ipotesi di sostituire un assessore uscente con Elio Conti Nibali, uno stimato professionista, perno essenziale del “triscele magico” accorintiano, dal passato politico non proprio in linea con i principi ideologici di Cmdb. Scoppiò pertanto un tremendo putiferio.


 A un certo punto sembrò ai più attenti che Sturniolo e Lo Presti non sarebbero rimasti soli sull’Aventino. Vennero annunciate a raffica due conferenze stampa. Nel corso della prima, i due transfughi spiegarono le ragioni del proprio dissenso nella sala ovale di Palazzo Zanca (sfornita purtroppo di epigoni della Lewinsky): con una puntuale disamina dei documenti finanziari prodotti dall’establishment, facendo le pulci al piano di riequilibrio, preferito alla dichiarazione di default del Comune, costellato di cifre e numeri, a detta dei due, molto opinabili. Ci si aspettava che il giorno successivo avrebbe dato fuoco alle polveri il resto del movimento. Si annunciavano dimissioni clamorose, lo scioglimento del movimento, un dissolvimento insomma della base elettorale di Accorinti. Invece, “mons peperit mus”, la montagna partorì un topolino: in una sala ovale straripante di giornalisti, fotoreporter, cameraman e fotografi, per bocca del portavoce Alagna, abbiamo appreso che tutti gli accorintiani, come un sol uomo, avevano deciso di perdonare le arroganze dell’amministrazione, la mancanza di democrazia, la dissoluzione del sentimento partecipativo a patto che la Giunta si impegnasse a risolvere alcuni problemi fondamentali descritti in un decalogo, una sorta di tavola biblica di leggi, tra le quali figurava persino l’istituzione della moneta locale. Cosa si sarebbe voluto ottenere, in realtà? Chi ha orchestrato l'inutile psicodramma?






Di tutto questo surreale bailamme rimane soltanto una battuta caustica della vivacissima Nina Lo Presti, tendente a stabilire un distinguo tra i vertici amministrativi : “Nessuno ha il diritto di mentire alla città e se Accotinti verrà sempre assolto per non aver COMPRESO il fatto, Signorino è ben CONSAPEVOLE di ciò che sta accadendo”. Adele Fortino

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