venerdì, gennaio 2

NESPRESSO, CONSUMISMO CON UNA SPRUZZATA DI SOSTANZA CANCEROGENA


Ho portato la macchinetta della Nespresso al negozio di Piazza Cairoli dove, nel gennaio 2010, l’acquistai. C’era un guasto, il caffè piuttosto che cadere zampillante nella tazzina e formare la schiumetta, in parte si perdeva negli interstizi. Disse sbrigativo un gentile commesso: faccia il numero verde della Nespresso, comunichi il problema e loro manderanno a prendere la macchinetta e gliela riporteranno nuova nuova. Contenta della risposta inizio il mio percorso: la voce educata del call center mi spiega che la Nespresso farà tutto quanto promesso e che come contropartita vuole 75 euro. Se per caso la cifra proposta non andasse bene, io sarei sempre libera di rottamare la macchinetta e ottenerne una nuova con uno sconticino. Considerato che la Nespresso nuova costa 110 euro (cifra molto vicina a quella proposta per aggiustarla) e che da una brillante inchiesta della Gabanelli ho appreso che le capsule della Nespresso contengono una pellicola interna cancerogena, ho deciso di ritornare, a testa alta, a usare la vecchia elegante Moka.

Adele Fortino


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