sabato, gennaio 10

PINO DANIELE, MARIO CENTORRINO E ANTON CECHOV

E’ ridicola la polemica scoppiata intorno alla morte di Pino Daniele, ad opera della EX moglie, Fabiola Sciabbarasi, contro l’attuale compagna del cantautore napoletano, Amanda. La Fabiola infatti ha chiesto alla Procura di Roma l’autorizzazione all’autopsia dell’EX marito, insinuando che Amanda l’abbia curato male e ne abbia determinato il decesso. La “povera” Fabiola, rosa evidentemente dalla rabbia feroce che strutturano molte donne abbandonate dai propri mariti (specie se i mariti sono di successo ed economicamente attrezzati), vuole buttare fango sulla donna che ha preso il suo posto, accusandola di incuria. Non riesce a comprendere, la rancorosa Fabiola, che se Pino Daniele, dal cuore matto rattoppato ben quattro volte, ha intimato ad Amanda di correre subito a Roma presso lo studio del suo cardiologo personale, altro non poteva fare Amanda se non ubbidire.


Sto ancora  fronteggiando i miei laceranti sensi di colpa per non avere impedito a Mario di andare via precipitosamente dall’ospedale di Brunico dove  si era convinto di essere stato curato malissimo dalla dottoressa altoatesina. Lui, perentoriamente disse a me e al personale del Pronto Soccorso : “Da qui voglio andare via” e se io lo avessi contestato, ne avrei aumentato la disperazione. Questo è un ragionamento a posteriori, è chiaro, ma il dato reale è che io ho, semplicemente, eseguito i suoi voleri.


Quando un essere umano si trova in quella zona innervata di delirio che separa la vita dalla morte tende a strutturare una propria reazione, che dev’essere religiosamente rispettata.



C’è un racconto di Carver intitolato “L’incarico” che descrive la morte di Cechov in un ospedale di Badenweiler per una tisi devastante. Lo scrittore russo non aveva mai voluto ammettere di essere molto malato e anche mentre sputava sangue in una bacinella, rideva e scherzava. Fu per questo motivo che quando il tisiologo, chiamato al suo capezzale, accorgendosi che stava per andarsene, ordinò al bar tre bicchieri di Moet  ben freddo, la moglie Olga lasciò per un attimo le presa della mano del marito, gli sistemò un altro guanciale dietro la testa, per poi appoggiare la coppa di champagne fresca al palmo dello scrittore. Cechov esclamò: ”E’ un sacco di tempo che non bevo champagne”, quindi si voltò di lato. Chiuse gli occhi e fece un gran sospiro. Un attimo dopo aveva cessato di respirare. Adele Fortino

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