lunedì, gennaio 26

SCORCIAVACCA E' CROLLATO. A QUANDO IL CROLLO DI CIUCCI?

Il crollo del viadotto Scorciavacca sulla Palermo-Agrigento sembra preconizzare un crollo altrettanto rovinoso di Pietro Ciucci, Presidente dell’Anas, spasmodicamente attento alle Grandi Opere, tra cui il faraonico Ponte sullo Stretto di Messina e la regina delle incompiute, l’autostrada Salerno-Reggio calabria.


Lui, il Boiardo di Stato, avverte il pericolo incombente e, a suo modo, tenta di mettere le pezze. L’ultima dichiarazione recita così: “Sull’apertura anticipata del viadotto non c’è stato alcun premio di accelerazione né alcun bonus per i dirigenti dell’Anas”. E i 26 milioni di euro (su un lavoro di circa 250 per la costruzione di 11 chilometri nel parco del Pollino) pagati due anni fa dall’Anas alla Tecnis del siciliano Mimmo Costanzo, erede di uno dei famigerati Cavalieri del lavoro di Catania, cosa erano se non un premio? Un premio di cui ha fruito anche il progettista dell’opera, Nino Bevilacqua, un signore che vive in un castello affacciato sul mare di Palermo, un professionista tra i più pagati che ama spostarsi in elicottero in considerazione dei molti lavori che l’Anas gli affida (Daniele Martini, Il Fatto).


Come è ormai noto il viadotto, la cui vicenda se non fosse drammatica apparirebbe ridicola, è stato inaugurato a Natale da Ciucci con tre mesi di anticipo e chiuso una settimana dopo perché sprofondato di oltre un metro. Sui lavori avrebbe dovuto vigilare Maria Coppola, responsabile dell’alta sorveglianza dell’Anas; ma la dirigente pare abbia accettato le modifiche per la riduzione dei lavori proposte dal contraente generale, il consorzio Bolognetta, composto dalle cooperative Cmc e Ccc e dalla (adorata) Tecnis. Cosa ha chiesto (e ottenuto) il consorzio di imprese? La riduzione, tremate,  di una parte della fondazione del rilevato di terra (da 60 cm a 20cm), cioè proprio del segmento che ha ceduto sul quale si appoggiava il viadotto. La Procura di Termini Imerese ha aperto un’inchiesta.
Questo Scorciavacca, un viadottino di poco costo (appena 12 milioni di euro),inaugurato senza alcun collaudo (Gabanelli Corriere della sera) sembra essere per Ciucci la classica buccia di banana. La sua audizione in Senato è apparsa debolissima tanto da destare fermento nel pianeta della politica. A meno a che non arrivi prima la mannaia della Procura. Adele Fortino


Nessun commento:

Posta un commento

Recent

recentposts

Lettori fissi

Random

randomposts

Blog Archive