giovedì, gennaio 29

SERGIO MATTARELLA E IL BAGNO CON IL SALVAGENTE NEL MARE DI LIPARI

Non sarà una “divina sorpresa” come quella vocata da Barbara Spinelli sul “Fatto” a proposito della vittoria di Tsipras, ma è comunque un’ipotesi quasi perfetta, la nomina di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica. Un capolavoro renziano, un miracolo di strategia politica,  una sinfonia di astuzie eccellenti.



Proviamo a farne un ritratto. E’ un ex democristiano,  poi passato alla Margherita e infine confluito nel Pd. Perciò, non è un ex comunista. Il che non guasta. Il padre Bernardo, tra i fondatori della Dc, fu lambito da accuse di connivenza con la mafia ma il fratello Piersanti, nella qualità di Presidente della Regione, fu ucciso dalla mafia, riscattando con la morte l’immagine della famiglia. Appare freddo, distaccato, distante ma, a fronte dell’approvazione della legge Mammì, rassegna le dimissioni da Ministro del governo Andreotti, ponendosi contro Berlusconi pronto a edificare, proprio in virtù di quella legge, il suo impero televisivo. Il suo aplomb è proverbiale ma, quando Forza Italia è ammessa nel Partito Popolare europeo, dichiara indignato:” E’ un incubo irrazionale”. Incappa in un incidente di percorso, viene indagato per finanziamento illecito ma dopo un decennio è assolto “perché il fatto non sussiste”. Intanto, felpato e mantenendo un profilo basso, battezza il Mattarellum e diventa, con D’Alema, Ministro della Difesa. Infine, nel 2011, il Pd lo propone come giudice della Corte costituzionale, e, ironia della sorte, riesce a dichiarare incostituzionale il Porcellum, che il centrodestra aveva imposto cancellando il suo Mattarellum.




Insomma, pur fra traversie, problemi e nodi articolati , Sergio Mattarella sembra essere nato col cucchiaino d’argento in bocca. Ha una famiglia da Mulino bianco. Odia l’acqua alta. In altri termini non sa nuotare. Una volta, anni fa, ospite nella barca di Vincenzo D’Ambra, di fronte alle bianche cave di pomice liparote, snervato da un caldo tropicale, decide di fare un bagno. Bianca la chioma, di un pallore cereo, chiede un salvagente, se lo piazza sotto le braccia non palestrate, per colmo di prudenza, lo lega con una cima robusta, consegna l’altro capo al marinaio e finalmente, placata l’ansia, si adagia nell’azzurrissimo mare. Adele Fortino

1 commento:

  1. Io spero solo che ne Amato ne Prodi vengano eletti, altrimenti chiedo di cambiare cittadinanza

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