lunedì, febbraio 2

IL POLICLINICO E LE STAMPELLE: STORIA DI ORDINARIA BUROCRAZIA

Voi manterreste la calma se, afflitti da una coxatrosi dell’anca, del ginocchio e del rachide lombosacrale, angariati da un diabete implacabile, reduci da un intervento al seno per l’asportazione di un carcinoma, manterreste la calma, dicevo, se, recandovi, con immensa fatica, al policlinico per richiedere l’autorizzazione ad avere dall’Asl un paio di stampelle nuove, vi sentiste rispondere che per la suddetta autorizzazione ci vogliono le lastre? E che la  vostra documentazione con tanto di diagnosi medica (prof. Gambardella) e le stesse vostre condizioni riscontrabili, ictu oculi, non bastano?



La mia amica, protagonista di questa storia, ha perso la calma e si è imbufalita di brutto. E con tutte le ragioni del mondo, considerato che prima di adire il padiglione di ortopedia, aveva dovuto passare attraverso le forche caudine dell’organizzazione dell’appuntamento. A cominciare dal famigerato numero verde- 800332277 ovvero 800007606- chiamato il quale ha dovuto esercitare un grado di pazienza che neanche Giobbe, il quale godeva di ottima salute, era in grado di fare. Dopo svariati e disperati tentativi, finalmente, allo scoccare dei 31 minuti, ha ottenuto una risposta. Una voce frettolosa le ha concesso un appuntamento per stamattina , presso l’ortopedia del Policlinico. Per il Papardo i tempi di attesa si sarebbero  allungati sino al mese di marzo.




 Giunta a destinazione, quasi sospinta da un infernale vento di tramontana, dopo avere ritirato il tagliandino per il parcheggio dell’auto, la signora, sostenuta a stento dalle scricchiolanti vecchie stampelle, giunge a destinazione, con i neuroni attorcigliati e le sinapsi in disordine. E, dopo la compilazione di un modulo e l’attesa, impaziente, che il medico (un cinquantino, bassino, senza segni particolari)chiudesse una telefonata dai toni amicali, la già provata donna, si sente comunicare che l’autorizzazione non la potrà avere “perché non ci sono le lastre”. Non sono in grado di riportare alla lettera la reazione della signora: so di certo che furono citate, nell’ordine, madame Curie, l’asfissiante burocrazia, l’ottusità del sistema e l’idiozia del medico. Il quale, scorticato dall’uragano, si è limitato a tendere una mano per restituire, alla infelice creatura trasformatasi in erinni, l’impegnativa già completa. Siete in grado di immaginare in quale recondito luogo la signora in questione ha riposto la suddetta impegnativa? Adele Fortino

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