venerdì, aprile 3

IN RICORDO DI GINO MAURO

Vi ricordate quel film di Kubrick “Full metal jacket”? Raccontava la storia di un battaglione dell’esercito americano istruito dal temibilissimo sergente Hartman. Chi usciva da quel contesto con i gradi poteva reputarsi un uomo rotto a tutto, coraggioso, invincibile. Ecco. Gino Mauro rappresentava per il giornalismo ciò che Hartman era per le giovani reclute degli Stati Uniti.

Ho collaborato con “La Sicilia” per un certo periodo della mia vita, da giornalista freelance. Al Comune c’era Provvidenti sindaco. Un giorno raccontai di una polemica scoppiata su un membro della Giunta, Lia Fava Guzzetta, Assessora (come si direbbe oggi) all’Istruzione. Molto stimata dal vertice cittadino. Io descrissi i fatti e, per sottolineare quanto Providenti tenesse alla sua collaboratrice, conclusi l’articolo attribuendo  al Sindaco la seguente invocazione: “Toglietemi tutto ma non toccatemi la Fava”. Dopo essersi ripreso da un convulso accesso di risate, Gino, giornalista di razza dallo splendido caratteraccio, mi telefonò, a tappo di spumante, proponendomi di scrivere pezzi di satira di costume. Fu così che iniziò la mia carriera di “Camilla Cederna dei poveri”. Adele Fortino

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