mercoledì, giugno 17

A PROPOSITO DI EUTANASIA, GIACOMO FERRAU' e GIULIA VIANA

Giacomo Ferraù, giovane attore di radici messinesi e Giulia Viana, milanese, sono gli interpreti sensibili e teatralmente perfetti dell’atto unico “Orfeo ed Euridice”, spettacolo che ha chiuso la stagione della Laudamo, diretto da Cesar Brie, vincitore del  premio “Inbox 2014”.

Il grande regista argentino ha preso in prestito il mito di Orfeo (che pur di guardare l’amata moglie Euridice, si volta indietro anzitempo scatenando le ire di Proserpina) per parlare di un tema sociale e politicamente spinoso: l’eutanasia.


 E lo fa raccontando la storia di due ragazzi, Giacomo e Giulia appunto, che incontratisi in Sicilia si innamorano e diventano una coppia normale fino a che un brutale incidente lascia Giulia in coma farmacologico per un tempo infinito. Esattamente come accadde, nella realtà, a Eluana Englaro. Solo che in questo caso chi stacca la spina del respiratore artificiale è il padre Beppino mentre nella finzione teatrale sarà il marito Orfeo, che, dopo tormentate riflessioni, assumerà sulle proprie spalle tale atto di compassione immensa, di umana pietas. Suscitando l’indignazione di quei sepolcri imbiancati che, sulla pelle di vittime innocenti, discettano di rigidi principi e regole inflessibili, mettendo a nudo la propria anima integralista e talebana. Giacomo Ferraù e Giulia Viana, condotti magistralmente da Brie, inducono il pubblico, senza toni gridati, a una obbligatoria  riflessione sul tema. Adele Fortino 

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