martedì, giugno 16

ALITALIA DE-PORTA PER PAUSA NOTTE 35 PASSEGGERI IN...TOSCANA

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Un temporale determina il ritardo del volo Sofia-Roma di un’ora. La coincidenza con Catania entra pertanto in una fase di rischio che avrebbe potuto essere eliminato se la Compagnia di bandiera non avesse cambiato uscita per ben tre volte: B8, C2, B16. Conclusione: trafelata e con il fiato ai denti, perdo l’aereo. Alitalia sembra fronteggiare l’accaduto con rapida concretezza: “Le diamo un voucher per il pernottamento all’hotel San Giorgio, dice una hostess senza guardarmi negli occhi, lì vi sarà servita la cena e domattina sarete imbarcati sul volo delle 8,15 per Catania”. Ingenua fino a rasentare l’diozia, mi accingo a seguire tale percorso. Un giovanottone possente ancorchè ancheggiante ci intruppa, facendo svolazzare le mani, su un autobus.


 Mi accorgo con esterefazione che il mezzo cammina nella notte senza dare cenno di arrivare al punto. Incalzato, l’autista sputa il rospo. L’Hotel San Giorgio si trova a Civitavecchia, a 90 km cioè da Fiumicino. Alle 12,15, cioè superata la mezzanotte, l’autista blocca il bus e ci consiglia di scendere, causa stradella impervia. Camminiamo circa per 300 metri e ci troviamo di fronte a una targa melanconica, con su scritto HOTEL TARCONTI, seguito da tre sparute stelline. La porta è sprangata. Dopo una decisa scampanellata si appalesa un signore giovane e perplesso, guarda il drappello di passeggeri-zombi e dice: “Mi hanno avvertito appena un minuto fa del vostro arrivo”. E l’hotel San Giorgio? “Qui siamo a Tarquinia, in Toscana”. L’atmosfera si fa elettrica, sopraggiunge un gruppetto di ragazzi Alitalia e ci vengono distribuiti dei sacchetti di carta:una bottiglia di acqua, un kiwi, un tramezzino e una coca light. Lo stile è “assistenza migranti” (fatto salvo l’affettuoso rispetto per gli sventurati). La sveglia, l’indomani, arriva alle quattro e mezza del mattino; arriviamo in aeroporto che ancora si intravedono soltanto sbadigli. Ma, una volta imbarcati, sorge un “problema tecnico”, insomma si parte con tre quarti d’ora di ritardo. A Catania il mio bagaglio non c’è: disperso, causa bordello ai transiti. Superba Alitalia di una volta,  oggi appari quale specchio di un’Italietta sgangherata. Adele Fortino

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