lunedì, giugno 22

L'ANNO NERO DEI RIFUGIATI. E MESSINA? COSA DA' AGLI ULTIMI DEL MONDO?

Si è appena conclusa la giornata internazionale del rifugiato dedicata dall’Onu ai profughi e la fotografia che ne viene fuori ha sfumature livide. Tanto che Bergoglio ha sentito il bisogno di dire:” Invoco il perdono per ciò che state facendo”. Anche il mite Mattarella ha biascicato qualche timida invocazione alla solidarietà. In sintesi, qual è il quadro europeo:la polizia francese viene mandata all’assalto degli extracomunitari che sostano sull’autostrada di Calais e carica selvaggiamente i disperati; poi i gendarmi di Holland attaccano singoli individui abbarbicati sugli scogli di Ventimiglia. Cameron, da giorni, con stupida incapacità di capire, mette paletti severi a un ingresso di migranti in territorio britannico. Si erge un impietoso muro tra Serbia e Ungheria. In Danimarca vince la destra xenofoba col programma anti-immigrazione; a settembre scorso anche la Svezia esprime sentimenti di destra; così, prima ancora, la Norvegia. Voto di pancia dovuto a una nuova ondata di paura e incapacità collettiva di gestire il problema dell’immigrazione. Oggi tutti si concentrano a distinguere tra migranti economici e politici, senza avere consapevolezza del fatto che le guerre sono scoppiate nei paesi del Mediterraneo per via di una sorta di incoraggiamento da parte dell’Unione Europea e degli Stati Uniti. Uniche realizzazioni concrete per alleviare le sofferenze degli ultimi del mondo sembrano venire dalle giunte di centro-sinistra (tra le quali campeggia per intelligente efficienza quella capitanata dall’eccezionale Pisapia), le organizzazioni cattoliche, Caritas e Fondazione Migrantes, col supporto delle parrocchie, tanto da costringere molti a rivedere la decisione di non dare più l’8permille alla chiesa cattolica.



E a Messina? Tutto sotto controllo. C’è il Palanebiolo che ospita 250 persone, la Caserma Gasparro di Bisconte con 200  e l’Ipab che accoglie un centinaio di minori. Anche a Messina la distanza tra umanità e istituzioni è diventata immensa. Il prefetto Trotta svolge il suo ruolo con burocratica efficienza, comunque c’è. Viene dato invece per disperso il sindaco Accorinti che all’inizio, supportato dal Movimento “Cambiamo Messina dal basso”, aveva tentato di esprimere l’unica parte compiuta della propria personalità: il senso di solidarietà. Si era opposto alle tende, aveva intercettato varie strutture possibili, tra cui il residence “Le Dune”.



 Poi la caduta in verticale dell’attenzione politica su quello che si può definire il fenomeno più grave e vistoso dei nostri tempi. Per cui, lasciato solo da quelli di sinistra (Arci, Sel, Cmdb, Sturniolo, Lo Presti,  Cucinotta, Mantineo) Accorinti è stato risucchiato dall’ anima borghese della sua Giunta (Cacciola, Signorino, De Cola), e quindi a Messina, piuttosto che la voglia di accoglienza, ha prevalso lo spirito poliziesco, una mancata attenzione alle categorie vulnerabili, un inesistente inserimento sociale e scolastico. Il vertice amministrativo è stato talmente abile da lasciarsi sfuggire la collaborazione di una esperta doc, Clelia Marano, che con l’esperienza e la competenza coniuga doti umane di eccezionale portata. Il popolo di “buddaci” è , come del resto in altre realtà, totalmente disinteressato al problema. Che dire? Meglio il disinteresse che la xenofobia.Adele Fortino

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