sabato, giugno 27

LE MONACHE DEL SANT'ANNA, LA CHIESA CATTOLICA E I MIGRANTI

Mi è capitato di prendere visione di un prospetto di cifre che racconta tutto ciò che la chiesa cattolica fa per i migranti. Io sono un’anticlericale convinta avendo fatto le scuole elementari in un istituto religioso. Ricordo che le monache dell’Istituto Sant’Anna erano opportuniste e classiste. Venivano premiate con l’albo di onore tutte le ragazzine figlie di professionisti che in qualche modo aiutavano l’istituto: il professore titolare di un prestigioso laboratorio che analizzava la pipì della superiora, l’oculista insigne, il chirurgo dal bisturi miracoloso. Io ero figlia di un avvocato che era sì, il legale della Curia arcivescovile ma non delle monache. Sicchè venni tenuta, insieme a una mia sorella più grande, ai margini. Negli anni successivi altre due mie sorelline furono iscritte al Sant’Anna; ma intanto mio padre era stato eletto sindaco di Messina. E quale fu la differenza!!!…albo d’onore, ruoli principali nelle recite annuali, incarichi di spicco nelle feste comandate. Questa cosa suscitò in me, già contestatrice in erba, una sensazione profonda di disgusto e pertanto diventai anticlericale. Quindi da quando  pago le tasse ho sempre accuratamente evitato di dare il mio 8per mille alla chiesa cattolica.



Ma oggi alcuni numeri raccontano che un concreto capillare aiuto agli immigrati (nei confronti dei quali io ho strutturato un senso di colpa stratosferico per il solo fatto di essere nata in un contesto protetto) lo danno la Caritas, la fondazione Migrantes, le parrocchie (con  centri di ascolto, mense, prestiti, ambulatori, dormitori tutte strutture che erogano migliaia di servizi agli immigrati). Da 6 a 8 milioni di pasti distribuiti ogni giorno e, calcola il prof. Giuseppe Rusconi, considerato che un pasto mediamente ha un valore monetario di 4,5 euro, si può dire che la chiesa fa risparmiare allo stato non meno di 27 milioni di euro l’anno



 Inoltre la Caritas, col progetto Presudium, ha dato lavoro (precario, ovviamente) a centinaia di migranti, la fondazione Migrantes, col progetto “La legalità paga” ha navigato nella stessa direzione; per non parlare dei doposcuola nelle parrocchie, negli oratori, nelle scuole cattoliche, gli asili multietnici, le iniziative di aiuto al ricongiungimento familiare attraverso progetti di hausing sociale. E non va dimenticato che la fondazione Migrantes ha approntato da quattro anni un fondo per il rimpatrio delle salme dei migranti che muoiono in Italia e non hanno familiari: oltre 200 mila euro per contribuire a circa 190 rimpatri in 32 nazioni del mondo.
Ecco la ragione per la quale ho destinato, per la prima volta nella vita, il mio 8per mille alla Chiesa cattolica. Adele Fortino


Nessun commento:

Posta un commento

Recent

recentposts

Lettori fissi

Random

randomposts

Blog Archive