martedì, luglio 21

CIAO; ELIO FIORUCCI, VISIONARIO CHE CI VESTI' DI NUOVI SOGNI

La morte di Fiorucci, Elio Fiorucci, il visonario che ci vestì di nuovi sogni, mi ha provocato una struggente malinconia. Fiorucci ha rappresentato anche per me, all’epoca della sua sortita nell’ambito della “moda di strada”, trentenne ancora piena di aspettative, un sconvolgimento dello stile borghese, cui una città di provincia , come Messina, e una famiglia di stretta osservanza cattolica, mi avevano abituata. Sognai a lungo di indossare la minigonna, che, tra l’altro mi stava benissimo, ma dovetti rinunciarvi per la gelosia ossessiva del mio primo marito. Sognai il bikini, ma anche quello diventò “oggetto di scandalo”. Sbavando per la disperazione di non potere esercitare la mia libertà personale (sì, perché era tutta la sfera della mia libertà personale che veniva ogni giorno messa in discussione), giunsi a un compromesso: acquistai una camicetta nera con stampa a fiori, quel tanto trasparente da potere accendere curiosità e accesi sguardi maschili.


 Questa  passò inosservata. Agli occhi di lui, il mio censore, ma non agli occhi di Vanni Schewiler, prezioso editore di  libri “taschinabili”, venuto a Messina per la presentazione di “Ritratto di spalle”, di Rocco Familiari. Scheiwiller mi osservò a lungo quella sera, poi mi si avvicinò, portandomi in regalo una copia del libro presentato con la seguente dedica: “Ad Adele Stancanelli (che con la Faccio ha in comune solo i cervelli), Trasparente Mente”. Fiorucci mi aveva aiutato a far sì che il mio narcisismo venisse splendidamente glorificato. Ciao, Elio Fiorucci, mi mancherai. Adele Fortino

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