mercoledì, luglio 29

LE PRIGIONI DI FRANCANTONIO GENOVESE

Da circa sei mesi, Francantonio Genovese vive una vita “altra”, ristretto nella casa circondariale di Messina con accuse pesanti (che dovranno essere valutate e accertate in fase processuale). A fronte della determinazione con cui la magistratura, avvolta su se stessa, non emette provvedimenti liberatori prolungando all’infinito la carcerazione preventiva ( ma dove è finita la civiltà giuridica?), lui, Francantonio, resiste, con una tenacia e una forza sovrumane. E intanto si è inventato un nuovo modello di vita. Lui, nato col cucchiaino d’argento in bocca, abituato, sin da piccolo, a una esistenza privilegiata, oggi, piuttosto che rifiutare, sia pure psicologicamente, la costrizione, o ribellarsi, o tentare tutti i possibili escamotages per rompere le “catene”, si è adattato facendo della sua “tana”, un luogo di solidarietà e di umana comprensione. Aiuta i compagni di ventura a scrivere istanze, relazioni, petizioni; li conforta indicando loro il rifugio della preghiera acciocchè nella fede possano trovare risorse di energia e di speranza. Non affida più alla moglie, che, nei giorni stabiliti da rigide regole, va a trovarlo, la biancheria da lavare, provvedendo esso stesso alla bisogna. Ha imparato persino a cucinare.


 La domenica alle 10 è il primo a presentarsi in chiesa e da quando c’è lui, anche gli altri seguono la funzione. Il cappellano è la persona che vede volentieri ed è stato lo stesso cappellano a portargli la notizia della scomparsa del padre. Insomma l’uomo di potere, il politico felpato aduso a strepitosi successi elettorali, il deputato da ventimila preferenze (elemento questo che ha fatto imbufalire qualche compagno di partito, il quale , sotto traccia, se lo è venduto) ha cambiato pelle, ha scoperto energie insospettabili, ha dato nutrimento alla dignità, , all’accettazione della volontà divina (alla quale, per sua fortuna, crede), affrontando le inevitabili mortificazioni con sobria regalità. Francantonio esce (esce?) da questa esperienza profondamente cambiato, avendo subìto una sorta di mutazione genetica che ne ha fatto un uomo a tutto tondo, la cui umanità, sviluppatasi in maniera esponenziale, è maturata, si è fatta sostanza, ha trovato nuove strade per esprimersi. I manettari e i forcaioli troveranno stucchevole questo mio racconto. Ma questa sono, oggettivamente, le prigioni di Francantonio Genovese. Adele Fortino

Nessun commento:

Posta un commento

Recent

recentposts

Lettori fissi

Random

randomposts

Blog Archive